Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/221

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ca, e por avere ricostituito il vescovado di Benevento, al quale non erasi provveduto da che la città era stata conquistata.

Benché i longobardi di Benevento avessero da tempo abbracciata la religione cattolica, pur tuttavia molti di essi professavano ancora l’idolatria. Nella contrada del territorio beneventano, che si dice Piana della Cappella, sorgeva un albero che dai longobardi era reputato sacro, da cui pendeva un cuoio di animale. E il suolo su cui stendeva i rami un tal albero, che la massima parte degli scrittori ritengono essere stato un gran noce, fu da essi denominato luogo del voto, perchè ivi aveano costarne i longobardi di sciogliere i lor voti. Essi traevano colà montati su agili corridori, e con la lancia ne toglievano un pezzetto, che trangugiavano avidamente. Ma Barbato vescovo di Benevento, nativo di un villaggio del comune di Cerreto, che distava forse quindici miglia da Benevento, (Ovidio de Luciis, Ciarlante, de Meo) traendo profitto dell’assenza del duca Romoaldo, andò a svellere quell’albero sin dalle radici, da non lasciarvi alcuna traccia, e così mise fine ai riti gentileschi dei longobardi di Benevento. E, a memoria forse di un tal fatto, nel luogo ove, secondo la tradizione, sorgeva il famoso noce, fu eretta col volgere del tempo una cappella dal titolo di S. Maria del Voto, di cui additaci tuttora le vestigia allo studioso delle patrie tradizioni.

S. Barbato resse la chiesa di Benevento anni 18 e mesi 11, e passò di vita di anni 80 nel 19 febbraio del 664, e in tale giorno, come rilevasi dal martirologio, se ne celebra la festa, ed è anche mentovato nel martirologio Cassinese, e nei calendarii Capuani. Egli fece i suoi studii e si ordinò prete in Benevento, ove, giovane ancora, venne in molta fama come sacro oratore, e convertì molti idolatri al cristianesimo. Poscia nominato curato della Chiesa di S. Basilio della terra di Morcone, tolse con molto zelo a riprendere quella popolazione dei suoi vizii, per cui, acquistatosi l’odio di molti, fu segno a grave calunnia e richiamato in Benevento; ove, venuta in chiaro la sua innocenza, seppe in poco giro di tempo tirare a sè l’animo di tutti: e di ciò si valse ac-