Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/70

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Dopo tali fatti amendue i consoli corsero molta parte del Sannio predando e saccheggiando, e sparsero ovunque lo sterminio e lo spavento.

In quel tempo numerose bande di Sanniti capitanate da un tal Gellio Egnazio Sannite, dato un addio alla terra natale, recaronsi nell’Etruria, ove l’audace condottiero con eloquenti parole propose agli Etruschi di congiungersi ad essi, e tentare le ultime prove per sottrarre amendue i popoli all’indegna servitù di Roma. Gli Etruschi assentirono alla proposta, e non pure tirarono alla loro alleanza i popoli Umbri, ma assoldarono a proprio conto una numerosa orda di Galli.

All’annunzio di tali fatti Roma, a provvedere alla necessità della patria, spedì nell’Etruria un poderoso esercito, e i Sanniti giovandosi di una sì fausta occasione, invasero le terre della Campania e dei Falerni, e posero a ruba gli stessi confini di Roma; per il che un esercito romano condotto dal console Volunnio si tolse dall’Etruria, avviandosi alla volta del Sannio. E avendo raccolto per via che i nemici, ricchissimi di preda, si erano attendati sulle rive del Volturno, e già stavan sulle mosse per riprendere la via del Sannio, li seguì da vicino, ed ebbe sì favorevole la fortuna che potè d’improvviso piombare sul nemico, e dopo breve pugna disfarlo compiutamente, e insignorirsi dell’ampia preda da essi fatta sui Campani, di cui parte fu restituita e parte divisa tra i soldati.

In questo la guerra prese maggiormente a infierire nell’Etruria, ove i consoli Q. Fabio e P. Decio, traendo con due agguerriti eserciti, combattettero a Sentino un’eroica battaglia che fermò la dominazione dei Romani nel Sannio. I confederati aveano già rotte le ordinanze romane, allorchè Decio, perduta ogni speranza di vittoria, si fece consacrare agli Dei infernali per lo scampo dell’esercito, e dopo si lanciò ove erano più fitte le schiere nemiche, e con la sua morte mutar fece la fortuna dei Romani, e i Sanniti sbaragliati si refugiarono nelle loro trincee, che furono prese d’assalto con molta uccisione: e in questo supremo cimento giacque estinto