Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/83

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e dopo corse le fertili campagne del Piceno, e fatti riposare i suoi soldati lungo i lidi dell’Adriatico, per le terre dei Marsi, dei Peligni, dei Marrucini e Frentani si recò nell’Apulia, ove fece ricchissime prede.

Ma nè la fama delle sue vittorie, nè le sue lusinghe valsero a rimuovere gli Appuli dal proposito di non parteggiare per lo straniero. E però il grande Africano, fallitagli la speranza riposta negli Appuli, e molestato per ogni dove dal console Fabio Massimo, il quale nutriva fiducia di chiuderlo nel fondo della penisola, senza comunicazioni dirette coll’Africa, nè con la Spagna, per non darsi vinto ai savii accorgimenti del nemico, abbandonò l’Apulia, e, ripassato l’Appennino, si condusse nel Sannio. Ma inutilmente, dacchè i Sanniti non fecero segno di voler secondare in alcun modo i suoi disegni; imperocchè, quantunque abborrissero i Romani, tenevano non ostante a vile di combattere per mutare padrone. E anzi Benevento fu in questa occasione larga di aiuto ai Romani; per cui Annibale, fremente d’ira, mise a ferro e a fuoco tutto il floridissimo contado di Benevento, ma non ardì di tentare l’assalto di questa città, perchè era difesa non solo dai coloni, ma da numerosa guarnigione di Romani. Indi Annibale espugnò Telese, e, dando ascolto alle promesse di qualche ambizioso, trasse fidente nella Campania.

In tal modo per qualche tempo non ebbe il Sannio a deplorare altri danni. Ma non andò molto che fu novellamente corso e depredato da Annibale. Questi, vedendosi chiuso con l’esercito tra i monti formiani da Fabio, una notte prese duemila buoi, e con sarmenti legati alle loro corna ed accesi li fece cacciare verso i nemici, e mise in iscompiglio le guardie romane che gli chiudevano il passo. Quindi entrò nella valle del Volturno, salì verso Venafro, e traversò il Sannio in più punti. Poi quando nell’anno 534 vinse i Romani alla memoranda battaglia di Canne, i Sanniti Caudini, credendo ornai soggiogata la comune nemica, si confederarono ai Cartaginesi, ma rimasero fidi a Roma i Sanniti Pentri, e le colonie di Venosa, Consa, Benevento ed Isernia. E certamente ridonda a gran lode di quei popoli