Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/85

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i suoi diciassette mila pedoni, per la massima parte calabresi e lucani, e mille e duecento cavalli. La battaglia fu combattuta con ferocia estrema d’ambe le parti, e per più ore parve dubbiosa la vittoria, ma Gracco, rammentando ai servi la promessa della libertà, infuse in essi un ardore soprumano, per cui lanciaronsi furibondi contro i nemici, i quali non seppero più lungamente durare immoti a tanto impeto, e rinculando si ridussero agli alloggiamenti. Nè ivi furon sicuri, poichè non seppero contenderne l’entrata ai servi, che, avidi di preda e di strage, li seguivano assai da presso, e per tal guisa rinchiusi con quelli ebbe luogo quasi un altro fatto d’armi, ed ivi per l’angustia del luogo l’uccisione fu più crudele: ed i prigioni, i quali erano tra i nemici, presero l’armi in quel frangente per agevolare la vittoria, e, piombando sui cartaginesi, ne trucidarono molti, e tolsero loro ogni comodità di fuggire. Così di tutto l’esercito condotto da Annone non avanzarono che due mila combattenti, i quali potettero con la fuga sottrarsi alla morte ed alla prigionia. La copiosa preda fu interamente conceduta ai soldati, e Gracco attenne la sua promessa di rendere liberi tutti i servi, bene o male che avessero pugnato. (Tito Livio).

Indi fece ritorno in Benevento onusto di preda e lieto qual se tornasse da geniale convito. Esso fu accolto dai beneventani con festa da non si dire, talmente che Gracco, tornato a Roma, fece dipingere le accoglienze ricevute in quel giorno solenne dai beneventani nel tempio della libertà, il quale suo padre avea edificato con pecunia tratta dalle condanne e dedicato nel Monte Aventino.

Non molto dopo il console Fabio menò le sue genti nel Sannio, devastando quelle misere contrade, e in ispecial guisa tutto il contado intorno a Caudio, e recate in suo potere varie città Sannite che si erano ribellate, vi fece eseguire molte crudeli uccisioni per ridurle nuovamente alla soggezione di Roma.

In quel torno di tempo (538) essendosi attendati amendue i consoli presso Boiano, furono ad essi spediti dieci