Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/90

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E subito calato nel piano fece in pezzi un presidio che era uscito ad incontrarlo da porta Collina: e già tentava di penetrare nella città, la quale non era apparecchiata a difendersi, allorchè apparve l’esercito di Silla, che lo avea celeramente seguito, e sull’imbrunire dello stesso giorno si appiccò la battaglia. L’ala sinistra dell’armata romana comandata da Silla fu rotta dopo breve pugna, ed egli stesso, travolto nella fuga de’ suoi, mentre instava inutilmente a rattenere i fuggenti, incorse in grave pericolo di vita. Ma infine avendo udito che dall’altra parte Crasso avea riportato dei vantaggi sul nemico, rinnovò i suoi sforzi, e, combattendo l’intera notte, riuscì finalmente vincitore. Secondo la più comune opinione degli scrittori, perirono in quella notte sotto le mura di Roma da più di 50 mila uomini. E su un monte di trucidati nemici fu trovato nel dì seguente semivivo il prode Ponzio Telesino, col volto composto ancora a minaccia.

I Romani gli troncarono il capo, e, come segno di vittoria, lo mostrarono nel dì seguente agli assediati a Preneste, i quali, caduti omai d’ogni speranza, aprirono le porte al vincitore, e Mario il giovane e il fratello di Ponzio si sottrassero con volontaria morte agli strazii serbati ad essi dal vincitore.

Silla, rientrato in Roma frenetico di gioia, chiamò il popolo a parlamento, e protestò che per la salute di Roma non avrebbe perdonato ai suoi nemici; e tosto fece dar principio al macello, ordinando la morte di ottomila Sanniti, che, confidando nella sua fede, gli si erano arresi nella pubblica villa. Egli più di qualunque altra impresa ebbe in pregio la vittoria riportata sui Sanniti sotto le mura di Roma, e, ad eternarne la memoria, istituì la solenne festa dei giochi Circensi.

Ma benchè Silla empisse di strage l’Italia intera, pur tuttavia addivenne il Sannio il teatro principale delle sue più efferate crudeltà. E invero, come ebbe dato fine alle sue vendette in Roma, trasse nel Sannio, e dopo avere presa di assalto la città di Nola, ultimo propugnacolo dei Sanniti), af-

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