Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/92

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uomini a Capova (Capua), e le restituì la dignità di colonia, di cui era stata priva nella seconda guerra punica. In quel mentre alla colonia beneventana non era dato di migliorare le proprie condizioni mediante il commercio, atteso il suo troppo esiguo territorio, e però aspirava ad ampliarne i confini, senza di che sarebbe stato follia impromettersi tempi migliori. Ma caduta Roma in potere dei triumviri Lepido, M. Antonio, ed Ottavio verso il 471 di Roma, costoro mandarono nel Sannio nuove colonie, e concessero ai soldati, come premio delle riportate vittorie, le terre di 18 delle più belle e ricche città italiane, tra le quali primeggiavano Capova, Reggio, Venosa, Vibona, Nuceria, Arimino e Benevento. Una prima colonia fu istituita, in Boiano, la seconda si mandò a Venosa, e la terza in Benevento. Nè trascorse assai tempo che Cesare Ottaviano, allorchè dopo la vittoria di Azio divenne arbitro delle sorti di Roma, intendendo largheggiare di benefizii con i soldati veterani che lo aveano seguito, e strenuamente combattuto nelle battaglie vinte sui suoi emuli Lepido e Antonio, per le quali era asceso al supremo imperio di Roma, assegnò ad essi per abitazioni le più fertili terre d’Italia. E spedì quindi anche in Benevento molti veterani, e, poichè il numero dei coloni era esuberante, aggiunse alla colonia beneventana l’ampio e ferace territorio di Caudio, e fu appunto allora che la nostra colonia venne al colmo della sua floridezza e prosperità.

In quanto poi ai confini del territorio occupato dalla colonia latina ai tempi di Augusto, non sono punto concordi gli scrittori, e però, volendo appigliarmi all’idea più comunemente accolta, credo conveniente di riportare l’opinione del Garrucci, espressa in una delle sue dissertazioni archeologiche pubblicate non ha ancora molti anni.

«Il tenimento assegnato e diviso alla colonia latina di Malventum nell’anno di Roma 486 aveva a Ponente Caudium, a settentrione Telesia e l’agro pubblico del popolo romano tolto ai Taurasini, e ad Oriente Equus Tuticus, a mezzogiorno Aeclanum».

È opinione di molti che allorquando i Triumviri dedus-