Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/123

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Mancano dati certi per conoscere a chi Federico II commettesse il governo di Benevento, ma tuttavia da un documento del 1243, riportato dall’Ughelli, risulta che un tal Sichenolfo giudice fosse stato preposto da Federico a reggere la città di Benevento.

A Gregorio il giorno 26 giugno 1243 successe nel pontificato Innocenzo IV, al quale Federico, recatosi presso Benevento, spedì suoi ambasciadori a trattare di pace, e n’ebbe in risposta che niun altra cosa era più desiderata da quel papa. Ma ciò non ostante Innocenzo, che non meno dei suoi predecessori era avverso a Federico, convocò un concilio in Lione nel quale fu questi dichiarato decaduto dall’impero, e, secondo l’usanza dei tempi, furono sciolti i sudditi dal giuramento di fedeltà.

Dopo il concilio di Lione la lotta tra Federico II e la chiesa di Roma segui con maggiore accanimento, e durò quanto la vita di quell’illustre sovrano. Varii autori opinano che Federico II, nell’anno 1240, trasferitosi dalla Puglia in Benevento, volendo punire tutti i paesi che si tennero in fede della Santa Sede, ordinasse e facesse eseguire la quasi totale distruzione di Benevento. Ma di questa seconda ruina della nostra città non fecero parola nè il Sarnelli nelle memorie cronologiche dei vescovi ed arcivescovi di Benevento, nè il Nicastro nella Beneventana Pinacotheca, nè il De Vita nel Thesaurus antiquitatum Beneventanarum, nè vi aggiustò fede il Borgia nelle sue memorie storiche della città di Benevento; sicché deve ritenersi che un tal fatto sia solo caduto nella fantasia di qualche cronista ecclesiastico, acerrimo nemico di Federico, e che da esso probabilmente lo abbiano tolto alcuni storici posteriori.

Federico cessò di vivere nel dicembre del 1250, e Manfredi, suo figlio naturale, natogli da una Marchesa Lancia di Lombardia, fece trasportare il suo corpo in Sicilia, e tumularlo con gran pompa di esequie in Monreale.

In questo breve e tempestoso periodo di tempo fu Benevento illustrata da Roffredo Epifanio ed Odofredo, due sommi giureconsulti che acquistarono altissima fama nell’intera Europa.