Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/151

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che stretto dal bisogno, sia perchè fu sempre avidissimo di danaro, principiò ad aggravare il popolo con gabelle e tributi, e per soprassello impose un pagamento straordinario in tutte le terre del regno, le quali non erano assuefatte a simili gravezze, per cui tutti coloro che aveano fatto buon viso alla nuova signoria, cominciarono a sospirare il passato, e, comparando il d’Angiò con Manfredi, si accorsero assai tardi che al bel governo di un re splendido e savio nel tempo stesso era sottentrata la tirannide di un sovrano ingordo, privo di coltura ed ambizioso.

Dopo la morte di Manfredi fu Rettore di Benevento Maestro Berardo o Bernardo ricordato in alcune epistole di Pietro da Monte Bruno Camarlingo della sede apostolica dat Viterbii id. Martii. E da un documento accennato da Bartotolomeo Chioccarello nei tom. 16 dell’indice dell’archivio della Regia Giurisdizione del regno di Napoli, si rileva che il Rettore Bernardo era ancora insignito del grado di suddiacono e Cappellano del papa, e che sul cadere dell’anno 1269 venne in odio al re Carlo, il quale con sue lettere ingiunse agli ufficiali ed università del regno che vietassero con pubblici bandi che fossero recate in Benevento vettovaglie, a dimanda del Rettore Bernardo o del suo Vicario, e che i regnicoli si mescolassero in negozii civili coi beneventani.

Al Rettore Bernardo successe nel 1271 Giacomo de Arcellis, del quale si conserva nel Vaticano un bellissimo documento, che ci manifesta qual fosse stata la formola del giuramento adoperata dai beneventani nel riconoscerlo per Rettore della città; affinchè avesse potuto prenderne il governo. E, ai tempi appunto in cui Benevento era retta da costui, vi fu spedito da Gregorio X Guidone de Zenaa eseguire una diligente inquisizione per la rivindica di tutti i dritti che spettavano alla sede Apostolica.

Nel 1280 era al governo di Benevento Uguccione Marzoli di Firenze, e nell’anno seguente il pontefice Martino IV soppresse in Benevento il maestrato dei confini. Una tale abolizione riuscì in quel tempo assai dannosa a Benevento,