Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/188

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rono i sonetti marinareschi, unici nel loro genere, e lodatissimi anche ai nostri giorni, e più ancora i suoi dialoghi satirici, a imitazione di quelli del Luciano, che sono da ritenere per i più pregiati dialoghi che vanti l’Italia dopo quelli del Tasso e del Leopardi. Ed è arbitraria poi l’opinione, o almeno sfornita di prove storiche, che il Franco fosse stato dannato a morte per decreto del pontefice Pio, mentre egli fu invece giudicato e condannato da un tribunale regolare; a base di prove incerte, per accusa di libello infamatorio contro il Pontefice. E anzi si crede da taluni che il libello consistette in queste parole trovate affisse nelle latrine Vaticane: «Papa Pio V, mosso a compassione per tutto quello che ha sullo stomaco, eresse – nobile monumento – questa latrina.» Ed è falso pure che il pubblico rimase quasi indifferente all’annunzio della nefanda morte del Franco, perchè si levò unanime da tutte le parti un grido di riprovazione per un tanto e sì ingiustificato rigore.

Le opere inedite del Franco sono: – Il peregrino— L’Isabella in versi latini — La traduzione dell’Iliade di Omero.

Le stampate poi, oltre le già accennate, sono: - Rime diverse — Ottave amorose diverse — Dialogo della fortuna – Epistole volgari – La Filena, romanzo – Il duello - Le cento novelle - Utile o danno della stampa – Prediche – Vite dei poeti moderni.


CAPITOLO VIII.


Succeduto a Carlo V – che rinunziando alla corona si chiudeva in un eremo — il suo figlio Filippo II, il duca di Alba, quello stesso che si acquistò tanta fama di fanatico e di crudele per le stragi commesse col pretesto della religione, passato il Garigliano, fu sopra Pontecorvo, che gli si arrese, e in poco tempo occupò anche Cepparano, Ferentino e Frosinone con altre castella. E allora le milizie spagnuole, che