Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/230

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regola dal papa Innocenzo III, si recò in Benevento con alcuni dei suoi seguaci, e avendo ottenuto alcune case appartenenti alla chiesa di S. Costanzo edificò con esse un convento, il quale alcuni anni dopo la morte di S. Francesco fu ampliato, mediante le case attigue alla indicata chiesa, ed avea due confraternite, una dal titolo della Immacolata Concezione, e l’altra di S. Antonio di Padova, le quali furono soppresse dall’arcivescovo Orsini. Fiorì in questo collegio il P. M. Anselmo Sabatino, che, come sacro oratore, acquistò gran fama in Roma, Padova, Venezia, e in altre città principali d’Italia.

L’ordine dei PP. Servi di Maria fondava nell’anno 1556 un convento con una chiesa, poco oltre il ponte sul Sabato, col titolo di S. Maria degli Angeli, che acquistò assai celebrità in tutto il regno di Napoli per i prodigi che si dissero ivi operati. Questo convento ruinò nel tremuoto del 1688, ma dei quattro padri e due conversi che l’abitavano non perì alcuno. Essi si trasferirono precariamente nella chiesa della Pietà, posta fuori Porta Rufina, sinchè edificarono alcune stanze nel fondo della diruta chiesa di S. Giacomo, che in altri tempi fu parte dei monastero di Montevergine; ma nel tremuoto del 1702 cadde anche questo piccolo convento, per cui i frati furono astretti a consegnare all’arcivescovo Orsini il diruto convento con l’annessa chiesa e le sue entrate.

L’Orsini dopo qualche anno edificò nello stesso luogo un convento e una chiesa che dedicò a S. Pietro Martire, e nel giorno 29 aprile 1712 vi fece porre con molta solennità la prima pietra. Indi invitò i crociferi di S. Camillo de Lellis a fondare una casa in Benevento, e concedette loro la chiesa di S. Donato vescovo e martire con l’annessa parrocchia, ma per essere il convento di S. Donato privo di molte comodità, e non sufficiente a contenerli, i crociferi si trasferirono nel monastero di S. Caterina, posseduto dai PP. Celestini, e finalmente avendo acquistato il palagio della famiglia Pellegrini, lo resero con molte innovazioni acconcio alla nuova destinazione di collegio, e vi presero stanza nel 1755. E il religioso che assumea la qualità di parroco dava per dote in ogni anno