Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/265

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sciarono la città, e si chiuse un’altra volta il nostro liceo.

Nel 19 agosto 1823 passò di vita il pontefice Pio VII, e gli successe Leone XII che ascese al pontificato il giorno 28 settembre 1823. Questo pontefice il giorno 3 maggio 1824 nominò arcivescovo di Benevento il card. Giovan Battista Bussi, per essere trapassato l’arcivescovo Spinucci nel 1 gennaio 1823. Fu prima cura di questo arcivescovo di esporre al papa le misere condizioni della pubblica istruzione in Benevento, e di caldeggiare il ritorno dei gesuiti. E costoro, per le premure del Bussi, e in virtù di una bolla, con la quale si dava esecuzione al rescritto pontificio del 21 novembre, presero di nuovo il possesso, nel giorno 31 decembre detto anno, della chiesa e del collegio con tutte le sue entrate. Inoltre fu statuito che altri ducati 1500 si dovessero in ogni anno pagare dal Municipio ai gesuiti sulla gabella del vino; onde metter su la somma di ducati 3000 che si giudicava indispensabile per il mantenimento almeno di 15 padri con la condizione che dalla detta somma si dovessero togliere, finchè non si fosse disposto altrimenti, ducati 220 per le spese necessarie all’apertura delle scuole dei primi rudimenti delle lettere pei poveri dei villaggi circostanti. E i gesuiti, annuendo a tale condizione, nel giorno 7 gennaio 1825, riaprirono le loro scuole alla pubblica istruzione. E nello stesso anno il card, arcivescovo Bussi congedò i maestri del Seminario, ordinando che tutti i seminaristi frequentassero le scuole dei gesuiti, ed invano si protestò più volte per questi inopportuni provvedimenti.

Nell’anno 1826 si verificò il trasferimento dei cappellani della confraternita del Monte dei morti dalla chiesa del Gesù a quella, fino a quel tempo chiusa, di S. Teresa dei padri Carmelitani Scalzi, mediante il pagamento, per via di restituzione al Monte, di quei medesimi ducati 500 che il medesimo aveva pagato ai gesuiti nel 1648 per l’acquisto dell’altare, della sepoltura e di altri dritti. E così la chiesa del Gesù ed i gesuiti furono esenti da una servitù e soggezione addivenuta quasi incomportabile, massime per i continui seppellimenti ilei confrati defunti. Indi nel 1827 Leone XII, dopo