Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/288

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mo Venditti, che fu poi nominato governadore di Aquila, e Domenico Mutarelli, a cui si aggiunsero alcuni altri. Essi non rimasero inoperosi, ma riuscirono agevolmente a comporre un numeroso e concorde partito nazionale, che si divise in sezioni, e il quale sulle prime agì latente, e tenne segrete adunanze, ma in proceder di tempo, rinfrancato, ebbe a vile di più infingersi, e, congiurando alla scoperta, attese con fiducia che battesse l’ora della tanto sospirata annessione di Benevento al regno d’Italia.

In quel mentre il comitato nazionale detto Ordine erasi modificato per opera dei fuorusciti, che, spediti dal Cavour a bella posta per attuare indilatamente l’annessione, ne mutarono in parte l’indirizzo. Ciò increbbe ai giovani più animosi, che, indignati anche di vedersi trascurati, mandarono messi a Garibaldi, e composero un altro comitato che appellarono Azione. Amendue i comitati intendevano in fondo al medemo scopo; ma si dividevano in ciò, che il primo più cauto e sospettoso divisava di offrire il regno delle due Sicilie al re Vittorio Emmanuele prima dell’entrata di Garibaldi, e l’altro stimava necessario di affidare precariamente a questi l’assoluto potere col titolo di dittatore. Amendue questi comitati aveano in Benevento i loro seguaci, e coloro che aderivano al comitato Ordine, che dipendeva in tutto dal Cavour, e che poi si disse partito conservatore, dichiararonsi avversi ad una prematura ribellione. Ma il comitato di azione credette invece opportuno che l’insurrezione delle province prossime a Napoli avesse avuto principio in Benevento; e il nostro comitato si propose di secondare i disegni del comitato centrale, purchè fosse avvalorato dagli sforzi delle provincie limitrofe. E con ciò il comitato di azione nutria lusinga di rendersi giovevole al suo nativo paese, il quale con la pronta rivoluzione avrebbe acquistato un’importanza che nel nuovo ordine di cose poteva agevolmente conservare. E non gli fallirono le speranze, poichè fu assicurato che qualora la rivoluzione, prima che in altre provincie limitrofe a Napoli, fosse cominciata in Benevento, questa città, ricca di