Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/298

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venne a capo di nulla, per modo che sconfortato aprì le carceri, arringando ai delinquenti, e tentò di persuaderli a prendere la difesa del popolo e della libertà. Costoro sulle prime composero delle pattuglie per il mantenimento dei buon ordine; ma poi vedendo che la popolazione erasi dichiarata del tutto avversa alla casa Savoia, si associarono ad essa, svelando alla turba i timori del sottintendente. Gli insorti gridando: viva Francesco, spezzarono le armi Sarde. Fuggì il Venditti, e il de Luca, Governadore di Campobasso, a spegnere la reazione sul nascere, corse sopra Isernia con gran numero di garibaldini, sciolse la Guardia Nazionale, e aggravò la città d’una tassa di dodici mila ducati. In quel mentre il generale Marulli, a ristabilire la tranquillità in Isernia, mandò due battaglioni di gendarmi e granatieri, alcuni volontarii e due cannoni, cosicchè il de Luca e il Venditti, sicuri del loro trionfo, si accingevano a istituire una giunta marziale; ma udendo che si appressavano i regii, (cosi erano chiamati in quel tempo i fautori di Francesco II) se la battettero; senza essere seguiti dai garibaldini, che rimasero spensierati nei caffè e nelle bettole. Trascorso breve tempo, un tal Nullo colonnello dei volontari, uno dei mille di Marsala, partì da Campobasso con tre battaglioni, e con più d’un migliaio di volontari, e dopo di aver divisa la sua gente in due schiere, una delle quali salì il monte sulla dritta, è l’altra lo seguì in capo a un colle sulla china settentrionale del Matese, non andò oltre, per attendere il de Marco da Maddaloni, e il Pateras da Abruzzo, nel fine di circondare Isernia da due lati. Ma quelle bande, venute alle mani coi regii, furono messe in rotta, e i fuggitivi in gran parte trucidati dai villani, e anzi narrasi che ventisette di essi, dando nelle donne fanatizzate, furono uccisi — tranne cinque soli — con ispiedi, e, insieme agli altri, venne massacrato il bravo giovane Ludovico Limata di Benevento. Poscia la popolazione, sollevatasi in un attimo, trasse contro Giuseppe de Marco, che accorreva da Maddaloni, ma questi, appena giunse a Boiano, vedendo il grave pericolo che incorreva, dopo una breve resi-