Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/195

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156 Dell'Historie de' Galli Senoni.

CAPITOLO QUINTO.

Della Città di Suasa, origine, sito, grandezza, progressi, e destruttione.


Meraviglia grande hà reso nelle menti deʼ saggi, che Tito Livio (quantunque invidioso de gli egregi fatti deʼ Toscani,) mentovato in particolare non habbia la celebre non meno, che già famosa, e molto antica Suasa; essendo ella daʼ Romani, delle cui attioni professò egli essere diligente Scrittore, più dʼogni altro luogo della Contrada Senonia stato singolarmente di honori, & di privilegi (come più à basso dirassi) al parlar deʼ marmi favorita. Per lo che dal suo tacere, ogni altro, che in quei secoli scrisse (da Plinio, e da Tolomeo in fuori) lasciolla nelle tenebre del silentio, come di presente, frà le ceneri delle sue ruine si trova, eternamente sepolta; e quando le stracciate reliquie sue, coʼl testimonio de i nominati Scrittori antichi, e di alcuni moderni, ove già fù non additassero certamente il luogo, senza inganno stimarebbe il Mondo, che quanto delle sue grandezze raccontasi, non dʼHistorici fosse, mà deʼ Poeti lʼoggetto. Et perche anco delle reliquie (mercè al tempo, che le devora) la memoria si perde; io come quello, che in Corinalto nacqui, il qual trasse ne glʼincendij di essa gli suoi natali, hò risoluto, con la mia penna, tinta non men di tragici, che di pietosi inchiostri, scoprire dalle medesime ceneri le sue passate glorie, secondo che con mio molto sudore; da quel terreno lugubre hò potuto cavare. Fù dunque Suasa, (il cui nome sendo Egitio, etimologia non tiene) fondata nella Regione de gli Umbri Senoni, allʼelevatione dellʼArtico Polo, à gradi 43. e minuti 20. in fronte quasi della vaga, delitiosa, & abondante pianura, che dal Suasano fiume, hora Cesan chiamato, irrigata viene: dallʼAdriatiche arene tredici miglia lontano, ed altretanto dalle radici del famoso Catria, ove (come si disse) dirama da gli suoi fonti lʼaccennato fiume. La figura di essa (conforme additano i vestigi de gli suoi quasi fondamenti smarriti,) fù Tetragona, cioè, perfettamente quadra: e da unʼangolo allʼaltro contandosi poco meno che ottocento

Geo-