Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/218

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Libro Secondo. 179

Montefeltro, Massa Trabaria, & il Vicariato di Mondavio, & intorno à 500. fra Terre, e Castella murate, senza i Villaggi aperti, che sono in gran numero, da' quali cava soldati di gran valore, e Capitani importanti, & Ingegnieri. L'istesso quasi afferma Abrahamo Ortellio nel Teatro del mondo del medemo Stato con queste seguenti parole favellando. Lo Stato d'Urbino posto quasi in mezo dell'Italia abbraccia parte di tre Provincie, cioè, dell'Umbria, Romagna, e Marca, ridotto in Provincia particolare, & sin dell'anno 1473. eretto in Ducea. Hà da Oriente la Marca, da Occidente la Romagna, da Settentrione il Mare Adriatico, da mezo giorno l'Apennino. La longhezza sua è più di 70. miglia, la larghezza intorno à 50. I fiumi principali sono l'Isauro, il Metauro, il Cesano, e la Neola. Contiene sette Città, tutte con antichi, & assai ricchi Vescovadi, e molte Terre nobili, e tante Castella cinte di mura, che passano al numero di 400. oltra molte altre, che con titolo di Marchesado, ò di Contado sono per beneficio di quei Prencipi, possedute da Feudatari di molta qualità; con quel più che siegue à lode del medesimo Stato, che per brevità tralascio. Non posero gl'allegati Scrittori Urbania, e Tiferno Metaurense trà l'altre Città, non essendo esse in quei tempi nel Catalogo delle Città connumerate. Et acciò che il Lettore non pensi essere fintione poetica quanto i citati Scrittori dello Stato d'Urbino han scritto, brevemente hò risoluto ad uno per uno tutti gl'accennati luoghi annoverare, insieme con alcuni altri, che trà i confini compresi dell'Umbria Senonia lo Stato sudetto in alcune parti fiancheggiano; sicome il Magino, e l'Ortellio nelle Corografie loro annoverati gli hanno. & il Discorso all'Orto incominciando, nelle Foci Esine toccarò de Senoni la prima sabbia, dove fondata vedesi una bella, e forte Rocca, la quale sicome da gl'Anconitani per frenare la voracità de Corsari provede. Le Ripe quindi del fiume costeggiandosi, la Badia ricchissima s'incontra di Chiaravalle, & in delitioso sito l'abbondante, & antica Città di Iesi, e più altro ove il piano s'astringe sopre d'un Monte l'honorevol Terra di S. Quirco, già da gl'Imperatori Germani molto favorita. di dove per li Colli al Mare piegandosi la Terra alla sinistra si lascia della Serra de Conti, hoggi grandemente honorata da gli Honorati, e nel medesimo Tratto quà, e là per quei campi scorrendosi; Luoghi diversi in vaga prospettiva appaiono. Specialmente Rasora, Poggio di S. Marcello, Monte Carotto, Castel del Piano, Belvedere, S. Marcello, Mussiano, e Morre, tutte belle, e forte Castella, che alla Città di Iesi soggette, con un semicircolo gli fanno da questo lato antemurale, e vaga corona, e di questo Territorio fuori nel Monte Bodio la Terra Illustre di Monte Alboddo, e più al Mare vicino il Monte di San Vito, ove il suo

Magis-