Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/3

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che il modo non trovai di contraddirgli; non tanto perche in lui scritto non haverò cosa, da cui, chi legge non possa ricavar profitto, quanto che la Contrada deʼ Senoni (se coʼl nome deʼ Moderni si chiami, trattone Gubbio) è il medesimo, che lo Stato dʼUrbino; il quale tranquillamente riunito al felicissimo Imperio della Santa Sede dal grandʼUrbano Zio di Vostra Eminenza, sotto glʼinflussi benigni della di lei vigilanza hoggi fortunatamente riposa. Che perciò non potea la protettione procurarsi altronde, che dal Nume tutelare del Paese. E se tal convenevolezza bastevolmente non giustifica l’ardir mio, con tanto basso dono comparendo alla presenza di si eccelso Prencipe, l’occasione supplirà, che le porgo di essercitar gli effetti della grandezza dell’animo suo; però che nel picciol dono gradendo ella del povero Donatore l’ossequiosa offerta, à Posteri si mostrarà l’Artasserse generoso del Secol nostro. E senza più lunga felicità dal Cielo augurando all’Eminenza Vostra, le bacio humilissimo le sacre vesti.


Crema 11. Novembre 1642.

Di V. Eminenza Reverendissima


Humiliss & Devotiss. Servitore

Frà Vincenzo Maria Cimarelli.