Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/56

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Libro Primo. 17

terra bagnata dell'Amole nello Massa Trabaria, come parimento Borgo de Pace, Mercatello, Tiferno Metaurense, hoggi detto Sant'Angelo in Vado, Castel Durante, già Castel delle ripe, ed hora Città Urbania, e fuor della Massa, nell'Urbinato,il Castel di Firmignano; i piani Gaifiij, e Primicilij, e più giù Calmazzo, Villa famosanella via Flaminia, dove il medesimoco'l Candiano s'unisce, che dall'Alpi di Vaccareccia viene all'Acqualagna col precipitoso Borano ad incontrarsi, il quale dalla Regione, da cui toglie di Borano il nome, che nel Territorio Inginio, trà alti colli, e profonde valli si raccoglie, scendendo; sicome del Bosso à Cagli, e dal Borano à Cantiano, con l'onde sorbisce i nomi; così esso con quelle (benche si lagni) all'Acqualagna dall'istesso Candiano assorbito viene. Questi poscia ingrossato all'ingiù, frà smisurati sassi precipitoso correndo, trà l'Orrido Forlo s'intoppa, e del tutto s'asconde, da quali dopò molti raggiri finalmente svilupandosi, fà co'l suono delle sua precipitosa caduta ribombare le valli, e dall'angusta Foce uscendo, forma in spatioso campo di se stesso meravigliosa veduta, & in una gran ruota girando il letto, ove de' Duchi già fù il delitioso Barcho, se stesso finalmente offerisce al Metauro, poco stimando di se medesimo la perdita, per rendere quel Fiume per tanti rispetti glorioso, maggiore; il quale perciò arrichito, corre orgoglioso ad inaffiare il Foro, che anticamente fù da Sempronio eretto; da cui spiccandosi, & in mezzo à spatiosa valle indirizzando il moto, và con le sue ad incontrare l'onde Adriatiche, con le quali mischiandosi, ad un ponto si priva di quanto mendicando, per lo patio di cinquantacinque miglia, se n'era quà, e là ito raccogliendo.

Otto miglia verso l'Occidente, oltre il Metauro, del Fiume Isauro s'incontra la Foce, che le mura di Pesaro inondano, à Naviganti dei vicini Mari fà sicuro il Porto. Questi dal Tempio della gran Madre Iside, che nelle sue sponde da i compagni d'Hercole Libico, in honore di quella Dea edificato venne, (in cui anche gran tempo della medesima adorossi un simolacro d'oro) prese con la Città appò gli Antichi, gli honori, e 'l nome, onde per l'innanzi, e questa, e quello, Isaoro furono detti; quantunque il Fiume Hoggi da volgari Foglia s'appelli, da Foglia (si crede) celebre Maga, che nelle medesime sponde soggiornò molti anni. Benche altri vogliono (come Cesare Clementini nell'Historie di Rimino attesta) che fosse questa meretrice famosa, laquale per la sua bellezza, non meno da remote, che da vicine contrade, à se tirasse gli amanti: e può anco essere, che dell'una, e dell'altra infamia fosse macchiata. Nasce l'Isaoro alle radici dell'Apennino, in un prato ameno, intorno à sette miglia, sopra Sestino, da un Fonte, che ivi sgorga in molta copia le sue acque chiare, di onde gli abbondanti rivoli al profondo cascando, con altri uniti si con-

vertono