Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/156

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BIBLIOGRAFIA

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L’edizione principe delle opere compiute di Cicerone fu fatta a Mi- lano da Alessandro Minuziano (1498, 4 voi. in-fol.), e ristampata a Parma con pochi cambiamenti dovuti a Buddeo, da Badio Ascenzio (1511, 4 voi. in-fol.). Aldo Manuzio e il Navagero la ripubblicarono in 9 vol. in-fol. a Venezia, 1519-20. Delle innumerevoli piccole edizioni successive, le più pregevoli sono quella degli Elzevir (Amsterdam, 1684-99, 11 voi. in-12), di Foulis (Glascovia, 1749, 20 vol. in-16) e di Barbou (Parigi, 1768, 14 vol. in-12).

Egregi commenti fece Gaspare Garatoni napoletano nell’edizione di Napoli, ove precorse molti moderni: fra’ quali vuolsi distinguere lo Zumpt.

La prima, ove fosser compresi anche i frammenti scoperti dal Maj nel 1814-22, dal Niebuhr nel 1820, dal Peyron nel 1824, è quella del Le Clerc in latino e francese, 1821-25, 30 vol. in-8, e 1823-27, 35 vol. in-18. L’Orelli (Zurigo, 1827-37, 9 vol. in-8 in 13 parti) rivide con grande accuratezza e discernimento il testo, e vi pose un mirabile Onomasticon Tullianum, continens M. T. Cieeronis vitam, historiam literariam, indicem geographicum-historicum, indices legum et formularum, indicem græco-latinum, fastos consulares: curaverunt Io. Gasp. Orelliu Et Io. Gorg. Raiterus. Il voL. VII contiene gli scoliasti sopra Cicerone, vale a dire C. Mario Vittorino, Rufino, C. Giulio Vittore, Boezio, Favonio, Eulogio, Asconio Pediano, Scholia Bobiensia e Scholiasta Gronovianus.

L’edizione di Torino (Pomba, 1823-35) è in 16 volumi secondo la recensione di Cristoforo Gofredo Schütz cogli indici del Leclerc.

Convers Middleton nella Vita di Cicerone dà la storia di quel tempo, ma soverchiamente parziale al suo eroe. Ben prima, Francesco Fabricio nostro aveva scritto Sebastiani Corradi quæstura et M. T. Ciceronis historia, in bel latino, difendendo l’Arpinate da Dione e Plutarco, tediando però coll’uso d’un’allegoria perpetua, come allora usava, giacchè suppone che un questore presenti le azioni di Cicerone in forma di moneta buona, per contrapposto alla falsa degli storici greci. Vedi pure Facciolati, Vita Ciceronis litteraria, 1760; e Golbery,