Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/193

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cristoforo colombo 173

ci trovavamo all’altura di Cartagena, mentre tutti erano persuasi che veleggiassimo verso Marsiglia1.

«Da guerriero mutato in mercante, scorsi le isole della Grecia, dello Jonio, dell’Asia minore: messomi col famoso corsaro Colombo, lungheggiammo di conserva con sette navi la costa del Portogallo; avuto spia che quattro galere veneziane cariche a dovizia tornavano di Fiandra, le appostammo tra Lisbona e capo San Vincenzo. Qui seria mischia. Il bastimento da me comandato era alle prese con una enorme galea veneziana, e le granate vi misero il fuoco, ed essendo uncinati con catene e ramponi, l’incendio involse entrambi i legni. I marinaj spaventati si gettarono nell’acqua; io afferrai un remo, e guadagnai la riva, lontana due leghe.

«Pesto e lacero mi condussi a Lisbona, dove gli uomini di mare sono in credito; ond’io vi presi stanza. Dal padre di Felipa de Perestrello, madre di questo mio Diego, io ereditai tutte le carte, le mappe, i giornali de’ suoi viaggi. Benchè la guerra colla Spagna raffreddasse l’ardore delle scoperte sotto il regno d’Alfonso V, io sentiva ogni giorno parlar meraviglie della costa d’Africa, e scopo d’ogni mio voto era d’andare alle Indie per via di mare; studiai, meditai gli scritti de’ filosofi e geografi antichi, paragonandoli con quelli de’ gran savj e de’ navigatori odierni; lo Spirito Santo parlommi per bocca dei profeti, e mi saldò nell’idea d’arrivar alle Indie dalla banda d’occidente, per chiamare alla vera religione i popoli idolatri che abitano l’estremo dell’Asia.

«Quest’idea talmente mi prese, che si riproduceva nelle mappe ch’io disegnava per guadagnare il campamento della mia famiglia. Ne’ miei viaggi sulle coste della Guinea e alle Azzorre, quand’io stava a meditar solitario lungo il mare, la voce dell’onde accordavasi alla secreta voce dell’anima mia per parlarmi di questa nuova terra. Nel febbrajo 1477 navigai cento leghe oltre Tule (l’Islanda), la cui punta meridionale dista 73 gradi dall’equatore, e all’ovest dell’occidente di Tolomeo: il qual viaggio fece tentennare la mia fiducia ne’ geografi antichi; e le voci che circolavano d’una terra sconosciuta all’occidente, confermarono la mia idea.

  1. Questa storia, da alcuni negata, è riferita da Fernando Colombo figlio di esso, il quale nella Historia dell’Almirante, dichiara non raccontare se non quello, onde fu egli medesimo testimonio, o che trovò nelle carte di suo padre.