Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/197

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cristoforo colombo 177

antipodi, noi non abbiamo veruna conoscenza nè relazione, e che ignoriamo se sia abitata o no; la linea che percorre il sole fra i due tropici, è la sola che ci lasci congetturare della sua esistenza. Ma gli antipodi sono per noi come non esistessero. Perocchè di cinque zone, le due polari non producono che ghiacci, e perpetue v’abitano nebbie e tenebre, e solo il riflesso delle nevi vi produce un chiarore biancastro; la zona di mezzo è infocata dal sole: onde impossibile il passar da una zona temperata all’altra. Perciò quando i Portoghesi, regnante Alfonso, ebbero varcato il fiume del Senegal, con grande spavento videro la specie umana presentarsi loro sotto forma inusata; pelle nera come ebano, capelli corti e crespi, labbra arrovesciate, naso simo. Colà il calore deforma la natura umana, più lungi la consuma; onde questi arditi navigatori diedero la volta indietro. Che se voi, non facendo che veleggiare a ponente, non discendeste in queste regioni cocenti, la circonferenza della terra è così ampia che non vi basteranno tre anni a girarla; oltrechè ad una certa distanza la figura convessa della terra vi permetterebbe bene di discendere, ma non più mai di risalire. E poi, chi vi garantisce che l’oceano non abbia confini, o che non troviate gli abissi suoi popolati da mostri?»

A tali objezioni tratte dalla natura delle cose. Colombo avrà respirato, potendo opporvi altre ragioni: — Le ultime scoperte de’ Portoghesi hanno abbattuta questa vecchia teorica delle zone; io stesso oltrepassai l’equatore, e sotto alla zona torrida ho trovato una fertile terra, i cui abitanti raccolgono oro a dovizia, gomme, avorio, altre produzioni d’un clima caldo sì ma gradevole. Alcuni anni fa (1486) Bartolomeo Diaz oltrepassò di 33 gradi la linea, e riconobbe l’estremo dell’Africa, quel formidabile Capo Tempestoso, che re Giovanni, confidente nell’avvenire, intitolò di Buona Speranza. E poichè, malgrado la rotondità della terra, si può traversare lo spazio immenso che separa Tule dal capo Nero, e la potenza stessa, la quale fa passeggiare sulla faccia del globo i Britanni e i Negri d’Africa, dà pure agli Indiani l’uso de’ loro piedi, io nutro fiducia che, traversando il mare che ci separa dall’India, Iddio non avrà capovolte le leggi da lui imposte alla natura».

Le nozioni devote rinfrancava dunque con ragioni scientifiche, talchè i radunati compresero ch’egli era qualcosa meglio che un visionario. Ma, oltre che alla boria patriotica e scientifica repugnava che un oscuro

Cantù. — Illustri italiani, vol. I. 12