Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/294

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274 illustri italiani

fucile portava il rosario, riuscì a introdurre la concordia là dove mai non era allignata, e mostrar che quella nazione è capace non solo di vendetta, ma anche di generosità.

Nella costituzione che le diede, tenne per sè poteri grandissimi, necessarj credendoli in istato nuovo. Nè era essa un ricalco delle forestiere, ma dedotta dalla comunale che descrivemmo, e stabilita su questi canoni: che la podestà deriva dal popolo; che le leggi hanno unico fine il bene del maggior numero; e che il Governo deve operare al cospetto di tutti. Ogni parrocchiano era elettore sotto la presidenza del podestà; ogni mille anime mandavano un deputato all’assemblea generale, unica sovrana, e che votava le imposte, la guerra, le leggi: dall’assemblea generale traevasi il Consiglio supremo d’un membro per ciascuna delle nove provincia, ad esso spettavano il potere esecutivo, la diplomazia, la sicurezza pubblica, e poteva opporre il veto ai decreti dell’assemblea generale: tutti i membri erano responsali, e il presidente faceva anche da generale, ma nulla poteva senza il parere d’essi consiglieri. Cinque sindaci scorreano le provincie per raccogliere i reclami contro gl’impiegati e vegliare sugli esattori. Il generale poteva istituir nelle provincie un governo militare, ma i membri di esso doveano subire il sindacato.

Il Paoli aborriva le truppe stanziali, arma del dispotismo, non della libertà; soggiungendo che «il popolo non deve lodare il valore del tale o tal altro reggimento, ma bensì la ferma risoluzione di questo o quel Comune, il sacrifizio della tal famiglia, il coraggio del tal cittadino». Quindi ogni Côrso dai sedici ai sessant’anni doveva esser soldato; ciascun Comune levava una o più compagnie; ciascuna pieve aveva un campo sotto di un generale; ogni quindici giorni cambiavasi il servizio, e nella stessa compagnia cercavasi raccogliere i parenti: pel qual modo quei d’una pieve e d’una famiglia impegnavansi viepiù a mantenere l’onore e la salute, e le antiche nimistà municipali mutavansi in gare di prodezza: non riceveano paga se non pel tempo che passavano sotto le armi, e i villaggi li provedeano di pane. Solo per necessità della guerra formò un piccolo corpo regolare, che presidiasse le fortezze. Quando avea prefisso una spedizione, il Paoli scriveva ai ministri di ciascuna provincia, gli mandassero il tal numero d’uomini; e subito era obbedito. Diede estrema attenzione all’industria, all’agricoltura; fece piantare ulivi e castani, seminare granoturco; non neglesse la coltura intellettuale, trascurata