Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/454

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animate, come mare, campagne, tempeste, entrar vi dee per accidente, subordinato al mentovato primario suo fine»1.

Religioso sempre, e più negli ultimi anni, tentò anche un poema biblico. Le sette giornate del mondo creato, stucchevole come sempre riesce il descrivere senz’azione, quand’anche fossero minori le controversie e più vive le pitture, e quella fredda enumerazione non lasciasse sentire la fatica d’un poeta, anzichè la voce de’ cieli che narrano la gloria di Dio.

Dei difetti del Tasso ha colpa in parte l’indole di lui, uno di quelli che pajono predestinati a soffrire. Bisognoso d’uscir da sè stesso, di piacere alle donne, alla Corte, ispirazione principale de’ suoi canti; anche dopo scarcerato, non si senti forza di abbandonare i principi2, e raccogliersi nella dignità d’uomo grande. Nel luglio del 80 Alfonso lo consegnò al cognato principe di Mantova; e subito a Roma è ospitato dal cardinal Gonzaga, a Napoli dal Manso marchese di Villa.

Se si sentisse stanco della continua fatica di piacere, trovavasi senza affetti domestici, senza una dimora fissa; e andava vagando, ricevuto a onore dapertutto; i vescovi si pregiavano di ospitarlo, le città ne registravano sui loro fasti il passaggio3; Marco Sciarra, famoso capo di banda gli dà salvezza e compagnia; il papa gli assegna 200 scudi l’anno; a Firenze ha un’accoglienza popolare; Genova lo invitò a legger Aristotele in quell’Università «con la provvigione di quattrocento scudi d’oro fermi e altrettanti straordinarj»; eppure sempre pargli esser infelice, favella con uno spirito, cerca ricovero nell’ospedale de’ Bergamaschi a Roma; lamentasi de’ libraj indiscreti; per povertà non potea soddisfare innocentissimi gusti, e dovea vendere o impegnare i doni ricevuti4.

  1. Egli cita spesso Francesco Bolognetti, senatore di Bologna, autore d’un poema, Il Costante, in ottava rima, cui protagonista è Ceionio Albino romano, che accompagnò l’imperator Valeriano nella spedizione contro i Persiani, dove rimase vinto e prigioniero. Ceionio si propone di liberarlo, mentre l’imperatore morì in cattività. Fra altre cose. Giove predice la grandezza dei papi.
  2. Ciò spiegasi dalle condizioni sociali d’un tempo, in cui Chaudebonne diceva a Voiture: Vous ètes un trop galant homme pour demeurer dans la bourgeoisie: il faut que je vous en tire.
  3. Vedi la raccolta delle lettere fatta dal Guasti, vol. V, pag. 97.
  4. «Io non pensai mai di stampare a mie spese, perchè non ho molti scudi oltre li cento, i quali non mi basteranno quest’anno a vestire ed a mangiare. Sono