Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/504

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
480 illustri italiani

E in un’altra:

— I miei pensieri, se sarò lasciato in libertà, son questi. Voglio venire a passare gli ultimi giorni miei in Firenze. Se i suoi signori fratelli mi gradiscono, voglio stare in casa loro, come Lei mi ha offerto. Spero che non darò incomodo: se mai questo accadesse, si prenderà partito. Le mie occupazioni saranno, fare un poco di bene per me, giacchè l’età mia mi rende inutile agli altri; e lo farò volentieri; divertirmi con libri di materie sacre, scrittura, teologia, ecc., e conversare con persone pie, savie e dotte...».

E torna ad insistere sul non arrivargli, o decimate, alcune delicature che la famiglia gli trasmetteva.

Gli ex-Gesuiti patrocinavano il nostro Scipione, che però resistette alla tentazione di mettersi a Roma in prelatura. Ebbe udienza da Pio VI, che non gli dissimulò la sua venerazione pel prigioniero: al quale, «per riguardi ai principi» tenuto coi rigori che all’ingiustizia son necessità e punizione, Scipione non potè mai ottenere di far visita: onde quegli scrivevagli il 2 luglio 1775:

— Mi conviene sagrificare il piacere grandissimo che avrei avuta di vederla e che speravo. Sia fatto il santo volere di Dio. Ma Lei potrà convincersi dell’oppressione inumana che mi si fa da’ malevoli, con impedire le ottime intenzioni di nostro signore, e senza ragione alcuna, poichè mai ho fatto male a veruno. Il foglio che le ho mandato lo custodisca con molto segreto, acciò non si prenda da quella occasione di nuocermi. Dopo la morte mia desidero che si renda pubblico. Non mi resta altro che ringraziarla e darle il buon viaggio, che le pregherò dal Signore. Lei non mi può dare ciò che desidero umanamente, ed è la libertà: in altre materie non mi manca il bisognevole, ed i miei desiderj sono assai ristretti. Sa come io mi son contenuto, e penso di non passar questi limiti. Se mai pensassi a passarli e mi fosse possibile, glielo farò sapere. Si regoli nel mandare a me, o piuttosto non mandi a me cosa veruna, perchè non mi arriva, o al più arriva solo quello che è guasto e inservibile. Se desidero cosa alcuna, sarebbe solo qualche denaro di volta in volta e non molto, o per soddisfare una voglia che mi venisse d’un libro o simile, o per aggiungere qualche ricompensa all’uomo che mi serve oltre la sua obbligazione. Vi dovrebbe essere del denaro presso il signor cardinale Torrigiani. Il solo desiderio che ho è di