Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/512

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488 illustri italiani

Maria Pujati friulano (1733-1824), che per le opinioni sue osteggiato fra’ Somaschi, andò benedettino, ma presto da Monte Cassino fu dagli amici richiamato nel Veneto a forbottare in que’ garriti teologici. Credo di lui una Nuova maniera di prender la Via Crucis, dedicata al Ricci; operetta arida e senza unzione, e per nulla acconcia a devozione popolare.

Insieme il Ricci diffondeva i libri di suo sentimento, fortunatamente ignorati fin allora alla Toscana, e opuscoli di quell’erudizione triviale e incompleta, che illude gli spiriti frivoli; favorì una stamperia in Pistoja «per isvelare le ingiuste pretese di questa Babilonia spirituale che sovverse e snaturò tutta l’economia della gerarchia ecclesiastica, della comunione de’ santi, dell’indipendenza dei principi»; e di là uscivano gli opuscoli giansenistici. Egli stesso mandò a tutti i parroci le Riflessioni morali di Quesnel, dichiarandolo libro d’oro; parlava continuo contro «le pretensioni ildebrandesche , il regno fratino e romanesco1, la pertinacia de’ preti e frati nel vendicarsi dei torti non solo, ma d’ogni opposizione»; e così o seminava o inveleniva questioni fin allora o ignote o non curate fra noi.

In somma, venivano messi in accusa il papa e gli ecclesiastici; e il sacerdozio stesso divertivasi a screditare il sacerdozio, come si fosse «diffuso negli ultimi secoli un generale offuscamento delle verità più importanti della religione, le quali sono la base della fede e della morale di Gesù Cristo».

Davvero, allorchè la scuola di Voltaire sottominava la Chiesa, è doloroso che questa parte del clero italiano istigasse a capiglie interne; allorchè Cristo era deriso, si venisse a misurare l’autorità del papa; allorchè a visiera alzata dichiaravasi guerra alla infame,

  1. Una delle maggiori accuse che Pietro Leopoldo appone ai Minori Osservanti, è che «il lettore pone per principio che il governo della Chiesa è monarchico, e che il romano pontefice ne è veramente il monarca. Questa eresia si fa passare come un articolo di fede.... Tralascio di accennare gli altri spropositi sulla superiorità del papa al Concilio «. — Faceva pietà (dice altrove) il legger gli scritti di quei lettori (frati).... Le Bolle dei papi erano venerate come regola di fede. La loro infallibilità era data per domma». E del suo sinodo dice: — Troppo si temevano le conseguenze dai partigiani della Corte di Roma, che prevedeva l’effetto che potea produrre contro l’antica macchina della monarchia papale un corso di dottrina e disciplina insieme raccolto, e fondato sul vangelo e sulla tradizione, assortito appunto per battere in dettaglio quella diabolica ed anticristiana invenzione».