Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/531

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scipione ricci 507

cose cangiassero in un momento d’aspetto, e che un nembo improvviso, dissipando nel fiore le più belle speranze, minacciasse di far ricadere le cose nell’antico caos onde alzavano il capo? Una morte intempestiva rapisse alla Chiesa ed allo Stato due illuminati e zelanti sovrani nel più bello delle generose intraprese. Il torbido della Francia sparse dappertutto la confusione e il disordine. Sparisce la luce che era comparsa sull’orizzonte e succedono le tenebre....».

Di fatto i tempi si erano fatti grossi; la rivoluzione francese convelleva dalle radici l’antica società; e la perpetuità cattolica trovossi a fronte coll’idea quotidiana, il vangelo coi giornali. Mentre fin là i principi eransi adombrati del clero come troppo favorevole al popolo, al popolo fu presentato il clero qual sostegno dell’assolutismo; e la rivoluzione, non men dispostica dei re, arruffò le cose religiose e volle comandare alle coscienze. L’Assemblea Nazionale decretò che ciascun dipartimento di Francia formasse una sola diocesi, e ne assegnò il capoluogo; le divise fra dieci metropoli, cassando le altre; proibì di riconoscere l’autorità d’un vescovo o metropolita, la cui sede fosse in paese straniero; soppresse i capitoli, le collegiate, le abbazie, i priorati, le cappellanie, i benefìzj, eccetto i vescovadi e le parrocchie; il nuovo vescovo non s’indirizzerà al papa per ottenere la conferma, solo scrivendogli come a capo visibile della Chiesa universale; ma la conferma chiederà al suo metropolita o al vescovo anziano della provincia. L’elezione dei vescovi e dei parrochi era affidata a un corpo elettorale, abolendo i patronati laicali. Il vescovo è pastore immediato della parrocchia episcopale, con un determinato numero di vicarj che l’amministrino, e formino il consiglio permanente del vescovo, che senza di loro non potrà esercitare verun atto di giurisdizione pel governo della diocesi. Al vescovo e al suo consiglio spetta la nomina de’ superiori del seminario, che son membri necessari del consiglio del vescovo. Al primo od al secondo vicario della chiesa cattedrale spetta il diritto di sostenere le veci del vescovo in sede vacante, sì per le funzioni curiali, sì per gli atti di giurisdizione.

È questa la famosa costituzione civile, che il Thiers chiama «opera dei deputati più pii, più sinceri dell’Assemblea, senza di cui i filosofisti avrebbero trattato il cattolicismo come le altre religioni». Cosi l’avessero trattato! ma questa era un’applicazione del giansenismo, e fu dai Giansenisti proposta e accettata come un mezzo di