Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/605

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giandomenico romagnosi 581

solo fa procedere. Nella scienza dell’uomo dovette supporgli un istinto per la verità e pel meglio. Nella storia, riconoscendo la necessità d’una trasmissione, senza cui credeva che l’uomo, astrattamente perfettibile, non potesse giungere ad attuale perfezione, dovette ricorrere ad ignoti educatori, che da ignota terra recassero il sapere, e soli veggenti fra gli uomini ciechi, inventassero e culto e leggi e giustizia. Dunque supporre una ragionevolezza tradizionale, dunque supporre un tradizionale linguaggio: — il linguaggio! questo spiegateci, innanzi d’averci assicurato che tutto crolla dinanzi alla vostra analisi sterminatrice.

Possente dialettico, forte al generalizzare, giudizioso e tranquillo nell’ordine, alle scienze civili, legali, economiche propose sempre un fine eminentemente sociale, e di convertire in arte la dottrina; abituò a vigorosi sforzi l’intelletto, che non acquista bene se non quando acquista a fatica.


XVI.


Allorchè leggiamo le opere di insigni e benevoli pensatori, amiamo figurarci sieno stati in grand’estimazione presso i contemporanei e vicini, adoprati a servigio dello Stato, il quale ha bisogno di profittare di tutte le abilità. L’esperienza mostra il contrario, e già Bacone avea notato che le idee comuni vengono encomiate dal pubblico, le mediocri gli strappano l’ammirazione, le sublimi gli sfuggono.

Il Governo italiano utilizzò il Romagnosi; ma in tempo di tanto sfarzo, di pingui stipendj, di gloriose distinzioni, non ne fece meglio che un impiegato. Gli si assegnò una cattedra speciale a Milano, ma l’aveano un Salfì, un Giani, un Anelli, un Morali ed altri mediocri. Invitato a dare un piano d’istruzione, nel 1807 scriveva al Bramieri: — Io sarò probabilmente regio ispettore generale degli studj politicolegali di tutto il regno»; ma nol fu, non ottenne un titolo, non la decorazione della corona di ferro, che non mancò a tanti, così da meno di lui; «ma avrei temuto (ripeteva sovente) di non poter più essere altrettanto creduto, quando avessi portata sul petto una medaglia ».

Il Governo austriaco ignorò sempre il documento del Machiavello, «che gli uomini prestanti bisogna o spegnerli o carezzarli: e si sarà forse ascritto a merito l’accettar gli articoli di lui in un giornale da esso