Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/627

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vittoria colonna 603

fece soprabbondantemente per gli uomini, e che il Padre eterno, contento di questa soddisfazione del Figlio, ci tratterà favorevolmente come se noi medesimi avessimo soddisfatto alla sua giustizia? Se ciò solo vuol dirsi quando si dice che la giustizia di Gesù Cristo ci è imputata, è cosa fuori di dubbio, e non valea la pena di turbare l’universo, nè chiamarsi riformatori per una dottrina così nota e professata1.

Or bene, anche il libretto del Benefizio della morte di Cristo fu attribuito al Valdes, e più generalmente alla scuola ch’egli formò a Napoli. Perocchè colà egli, nella allegra e pittoresca sua casa a Chiaja, raccoglieva il fior della nobiltà napoletana, persone distinte per talenti, e dame, e da esso derivarono i principali promulgatori della riforma, come l’Ochino, il Vermiglio, il Carnesecchi; ma Nicola Balbani, che fu ministro della chiesa italiana a Ginevra, riferisce che, dei convertiti alla riforma in Napoli, la più parte s’accontentavano d’accettare il dogma della giustificazione, riprovavano alcune superstizioni, pure non lasciavano la messa e il resto; quando perseguitati, abjurarono: alcuni furono uccisi come relapsi.

Ai discorsi del Valdes erasi Vittoria Colonna infervorata del vangelo, e non trovava pace e consolazione che nella parola di Dio.

               Due modi abbiam da veder l’alte e care
                    Grazie del ciel: l’uno è guardando spesso
                    Le sacre carte, ov’è quel lume espresso
                    Che all’occhio vivo sì lucente appare;
               L’altro è alzando dal cor le luci chiare
                    Al libro della croce, ov’egli stesso
                    Si mostra a noi sì vivo e sì dappresso.
                    Che l’alma allor non può per l’occhio errare.

Altrove prorompe:

               Deh, potess’io veder per viva fede,
                    Lassa! con quanto amor Dio n’ha creati,
                    Con che pena recossi, e come ingrati
                    Semo a così benigna alta mercede:
               E come Ei ne sostien: come concede
                    Con larga mano i suoi ricchi e pregiati
                    Tesori; e come figli in Lui rinati
                    Ne cura, e più quel che più l’ama e crede

  1. Histoire des Variations.