Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/102

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nei caratteri nazionali. 101

biscono, intendo dire, la più rigoroso servaggio? Sempre crudele verso la debolezza è la viltà; così, presso noi, tal uomo che non ardirebbe guardarvi in sul viso, è un tiranno nella sua cucina. Racconta il padre Labat che un negro falegname, cui avea fatto rimprovero della durezza della sua condotta verso sua moglie; gli rispose: «Voi altri bianchi, cominciate col lasciar troppo in su le spalle il freno alle vostre donne: e vi lagnate in seguito che vi facciano impazzire!» Altri sarebbe quasi tentato di credere che tal ragionamento merita qualche riflessione; ma infine questo briccone era nero dalla testa sino ai piedi, pruova evidente che ciò che dicea non avea il senso comune1.

Non vi è popolazione di selvaggi presso cui godan le donne d’una sorte più mite quanto al Canadà. Può darsi pure che il riguardo ch’esse vi godono, avrebbe certo che di straordinario nella nostra culta Europa. Non s’indiriggono già riverenziali complimenti e umilissimi omaggi alle donne. Non già; ma, a parlare esattamente, esse comandano. Dopo aver deliberato tra loro sulle più importanti bisogni del nazionale governo, sulla pace e sulla guerra, inviano i loro deputati al consiglio degli uomini in cui quasi sempre preponderante è il lor voto. Egli è vero

  1. Dispiacemi in certo modo d’osservare il grave professore di Kœnigsberg trattare con tal leggerezza un essere della specie nostra. In questo luogo, in cui vi sono tante cose interessanti, vi è pur, una macchia, secondo io penso. Credeva Kant senza fallo dovere un sacrificio al cattivo gusto germanico, e su questa pagina avrà desso offerto l’olocausto. (Keratry)