Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/52

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naturali ed acquisite. 51

formato il lusso dell’abbigliarci e degli appartamenti, ci permette d’abbandonarci a prodigalità, e di chiamare estranei ad una tavola sontuosa; io non veggo perchè tutto ciò ch’è bramato dal mio più vivo e più dilicato sentimento non sarebbe posto egualmente fra ’l numero delle cose utili. Bisogna tuttavia riconoscere ch’è impossibile di ragionare su questo sentimento con tal essere ch’è padroneggiato da un interesse personale e presente. Sicuramente che un tal uomo porrà stima maggiore alla gallina della masseria che al grazioso pappagallo del palazzo; farà più caso d’una pignatta che d’un vaso di porcellana di Sassonia o di Sèvres; tutte le dotte teste dell’Europa riunite non bilancerebbero agli occhi suoi il merito d’un campagnolo; e assai inclinerebbe che si citasse in giudizio lo studio del planisfero fino a che si sarebbe ricevuto un miglior vantaggio dall’aratro. Ma non sarebbe una vera follìa l’entrare in tali discussioni, in cui ciascuno presentandosi con una diversità sì caratteristica di sentimenti, impossibile ne diviene l’accordo delle opinioni?

Tuttavolta, non è d’uomo, sì sprovvisto d’un gusto fino e delicato, che si possa supporre, che ei non iscorga l’importanza data generalmente a quelle piacevolezze della vita di cui non sembrano che la superfluità. Occupano esse tal luogo nelle nostre cure giornaliere, formano di modo il blandimento d’ogni uomo che esiste, che se altri s’avvisasse di tornele vie di mezzo, quasi tutti i nostri sforzi sarebbero e senza motivi e senza scopo. Si avrebbe pure qualche pena ad incontrare un uomo assai grossolano per non sentire che una morale azione, almeno in altrui,