Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/76

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nel rapporto dei sessi. 75

vecchiezza, non appartiene meno al suo sesso, se cercando allora di conservar troppo una beltà che le rifugge, essa dasse ai suoi cordogli il carattere della disperazione, più scavarebbe sulla propria fonte l’odiosa impronta degli anni, e il loro disastro verrebbe accresciuto dall’umor loro increscevole ed affannoso.

Una persona di certa età, che avrà l’accortezza di prender parte alla società con un aria di bontà e di dolcezza, la di cui affidabilità avrà al tempo stesso allegria e ragione, che senza prender parte ai piaceri della gioventù, vi darà un consenso pieno di saggia indulgenza, e che portando la sua attenzione sù tutto, lascierà traspirare il contento che gli occasiona l’innocente gioia cui sembra meno sorvegliar che proteggere, una tal persona, io dico, sarà sempre più amabile di un uomo della medesima età, ed io non sò veramente se, presso a poco alla differenza del sentimento, non sarà essa careggiata più d’una donzella! Ben potrebbe esisterci un pò di misticità nell’amor platonico, palesato da un antico filosofo, quando diceva dell'oggetto della sua affezione: «Le grazie son riposte nelle sue grinze, e l’anima mia pare riposarsi sulle mie labbra, lorchè si avvicinano alla sua bocca appassita.» Ma simili pretese mal si convengono a quest’epoca della vita. Prossimo alla demenza è un vecchio amante; e i desiderii d’una persona dell’altro sesso, avvanzata nella sua carriera, non possono ispirar che disgusto. Quando siamo assai malcontenti per mostrarci con cattiva grazia, la mancanza non è giammai della natura, ma di coloro che commettono la sciocchezza di forzarla.