Pagina:Kant - Geografia fisica, 1807, vol. 1.djvu/240

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
208


rotta dalla refrazione di una quantità di piccole onde, di modo che non può penetrare fin dove lavorano, di quando in quando lasciano sortire dalla bocca un poco di olio, il quale montando in alto spiana la superficie, e fa passare i raggi di luce fin dove essi si trovano. Questo esperimento feci sopra un piccolo lago, mentre il vento vi alzò le onde: vi versai da un piccolo fiasco un poco di olio, e vidi questo con una straordinario celerità estendersi sulla superficie; ma esso non tranquillò le onde, poichè in principio lo versai sulla parte del lago rivolta contra il vento, ove le onde erano assai grandi, ed il vento spinse l’olio verso la sponda. Mi portai dunque al lato opposto ove le onde cominciavano ad innalzarsi. Un cucchiaio di olio che vi venni produsse immediatamente la quiete in uno spazio di più tese quadrate, e questa gradatamente si estese fino alla sponda opposta; ed in poco tempo vidi, che l’intera superficie di questo lago, della circonferenza di un mezzo jugero, ai appianò come un lago gelato.

Pare che l’olio, per mezzo della sua tenacità e della proprietà d‘estendersi impedisca al vento di rompere la superficie