Pagina:Kant - Geografia fisica, 1807, vol. 1.djvu/241

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dell’acqua, finchè esso non soffia con veemenza: l’olio, cedendo all’impulso del vento e dilatandosi sull’acqua, rompe la di lui forza, l’impressione che riceve l’olio si comunica in modo eguale ad una grande estensione d’acqua, la quale in conseguenza non solamente si muove più lentamente, ma ben anche in modo uniforme, e tutta in una volta. In tali circostanze il vento non può produrre le prime oscillazioni e scosse, non può rompere le colonne d’acqua isolate, non può comprimere quelle ed aumentare queste; i flutti solamente si fanno grandi, e l’innalzamento delle piccole onde sulle maggiori viene in tal modo impedito. L’olio opera nell’istesso tempo sulla stessa colonna d’acqua, e la tiene in equilibrio come due legni incrociati posti sul latte, o come una corona di paglia messa sull’acqua che portasi in un secchio aperto. Per mezzo dell’olio dunque è impedita l’oscillazione dell’acqua e il gonfiamento delle onde, per lo che ne risulta poi una superficie spianata.