Pagina:Kant - Geografia fisica, 1807, vol. 1.djvu/52

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verso l’aria, e il disotto quello che si dirige verso la terra. La forza d’attrazione, da cui dipende l’esistenza di tutt’i corpi, la quale nella terra deve essere tanto maggiore quanto più supera in massa tutte le cose viventi e sussistenti della natura, l’aria e l’acqua non escluse; questa forza colla quale il globo lega tutte le sue parti, spingendole verso il centro, ed attrae immediatamente per la linea più breve tutto ciò che ad esso con violenza fu sottratto a forza di esplosione, e lanciato in piccole distanze, assicura entrambi, noi e gli abitanti dell’altra metà del globo, dal precipitare. Per istrapparci dalle catene che la terra ci ha posto, dobbiamo dapprima rompere quella forza colla quale la terra strascina la luna intorno a sè. Tutt’i corpi, piccoli o grandi, sono egualmente gravi a confronto della terra, e cadono in linea perpendicolare colla medesima celerità: questa linea chiamiamo verticale, e volendola continuare, andrebbe fino al centro della terra. Se forse una penna o un foglio di carta sembrano cadere con meno celerità che un altro corpo, dobbiamo riflettere che l’impedimento viene dall’aria, e che tanto è maggiore quanto la massa di queste cose è minore. Nel vacuo