Pagina:Kirchberger - Teoria della relatività, 1923.djvu/110

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LA TRAIETTORIA CURVA ETC. 107

vimento. Ma la velocità della cabina non resta costante, aumenta invece sempre piú. Se noi ammettiamo che, anche nel breve intervallo che la luce impiega per attraversarla, questo aumento sia sensibile, ne deduciamo di conseguenza un aumento dell’aberrazione: il raggio mentre attraversa la camera cambierà di direzione; in altri termini apparirà curvato all’osservatore. E qui, naturalmente, vi è posto per una obiezione contro la concezione dell’ultimo capitolo: se la cabina è in movimento accelerato, il raggio luminoso si curva, ma non si è giammai pensato a nulla di simile per una cabina in quiete in un campo di gravitazione. Sarebbe quindi possibile stabilire una distinzione che distruggerebbe definitivamente l’equivalenza che si supponeva completa, tra l’azione di un campo di gravitazione e quella di un movimento accelerato. Einstein, trovando questa conclusione insostenibile, ha enunciato l’ipotesi inversa: “I raggi luminosi sono incurvati da un campo di gravita-