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120 LA RELATIVITÀ GENERALE

ardenti controversie. Si è dichiarata nettamente assurda la conclusione necessaria del principio della relatività generale, la possibilità cioè che un treno, il quale abbia avuto un accidente in piena corsa, sia rimasto in quiete, che solamente gli oggetti circostanti si siano mossi, e che, d’altra parte, nonostante ciò, questi ultimi, dopo la catastrofe, siano rimasti intatti mentre tutto è andato in briciole dentro il treno. La cosa in se stessa non è diffìcile a spiegarsi: ecco come si presenta se si vuole considerare il treno come un sistema fisso, il che è consentito, dal punto di vista della relatività generale; il treno è immobile, la locomotiva verso l’est, per esempio. Tutta la contrada circostante, le rotaie, gli alberi, le case, si spostano rispetto ad esso con grande velocità verso l’ovest.

Un campo di gravitazione nasce allora nella direzione dell’est, cioè tale che l’est e l’ovest ne rappresentano rispettivamente il basso e l’alto. La contrada che sino ad ora si era mossa in senso inverso a quello che prende questo campo, verso l’alto se si vuole, è arrestata nel suo movimento. Non appena essa è tornata in quiete, il campo di gravitazione scompare; l’alto e il basso riprendono la loro posizione normale: la contrada è ritornata immobile. La caduta del treno verso l’est è stata impedita da un ostacolo esterno, per esempio una pietra sulle rotaie; non è stato evidentemente lo stesso per gli oggetti che vi erano contenuti: viaggiatori, bagagli, etc. sono stati scaraventati gli uni contro gli altri. O anche: solo la caduta della locomotiva è stata arrestata, i vagoni son caduti su di essa, poiché non