Pagina:L'Effigie di Roma.djvu/16

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16 strenna festiva

la figura di Roma non è unita col gruppo della lupa per un motivo molto chiaro, ma la ragione ne è che la rappresentanza si compone in principio di due parti diverse. Conceduto questo, si dirà che le due parti si trovano soverchiamente bene collegate, non solo nell’idea ma pure nella disposizione, e che in specie la posizione obliqua dell’asta è benissimo immaginata in questo riguardo. I due uccelli che volano attorno alla figura di Roma non sono adatti a caratterizzarla. Si è detto che essi accennino ai dodici avvoltoi, i quali Romolo vide dalla vetta del medesimo monte, alle cui falde era accaduto il miracolo della lupa. Mi pare però più chiaro che essi siano aggiunti al tipo principale per un riguardo artistico. Chi confronta i tipi dei denari, vede che i monetari di epoca più antica hanno scelto rappresentanze molto piene e cariche, perchè i due Castores a cavallo nonchè le bighe o quadrighe occupano quasi l’intero campo del riverso. Questo horror vacui non si è diminuito che relativamente tardi, nell’epoca di mezzo, alla quale s’ascrive il denaro in discorso, una sola figura come quella di Roma, aggiuntavi pure la lupa, non sarebbe stata stimata sufficiente a constituire il tipo; essendo dunque conveniente un qualche accessorio per riempire lo spazio altrimente rimasto troppo vuoto, gli uccelli vi si prestavano bene. Considerati gli accessori, parliamo della figura principale.

Il Cavedoni Spicileg. numism. p. 74 e Ragg. p. 157 ha detto, che la figura di Roma di questo e di un altro denaro sia " manifestamente desunta, con qualche piccola variazione da quella delle belle monete battute dagli Etoli negli ultimi tempi della loro indipendenza, „ dove l’Etolia sta assisa sopra una congerie di scudi, si vd. le pubblicazioni delle monete etoliche presso Imhoof-Blumer Choix pi. I. n, 39. Intanto la figura di Roma è abbastanza diversa da quella di Etolia. Imperciochè mentre l’Etolia regge l’asta colla d. in atto fiero e tiene pure la s. al parazonio, Roma