Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/138

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sare, al passeggiare, infine ad ogni sorta d'esercizj aggradevoli ed utili al corpo ed alla mente. Non s’accorda licenza di giuoco che richieda ch’altri stia seduto, come dadi, scacchi e simili, ma divertonsi alla palla, al pallone, alla trottola, alla corsa, alla lotta, all’arco, all’archibugio, ecc. Affermano inoltre che la povertà è la principale cagione che rende gli uomini vili, furbi, fraudolenti, ladri, intriganti, vagabondi, bugiardi, falsi testimoni, ecc., e che la ricchezza produce insolenti, superbi, ignoranti, traditori, presuntuosi, falsari, vanagloriosi, egoisti, ecc.; ed al contrario la comunità colloca gli uomini in una condizione al medesimo tratto ricca e povera. Sono ricchi perchè godono d’ogni necessario, sono poveri perchè non possedono nulla, e nel tempo medesimo non servono alle cose, ma le cose obbediscono ad essi, ed in ciò lodano i religiosi della Cristianità e specialmente la vita degli Apostoli.

G. M. Io trovo utile e santa la comunità dei beni, ma non posso approvare quella delle donne. San Clemente romano dice dovere essere le mogli comuni, secondo l’istituto apostolico, ed encomia Socrate e Platone insegnanti eguale dottrina: ma la glossa intende siffatta comunità riguardare l'ossequio e non il letto. E Tertulliano appoggiando la glossa, scrisse che i primi cristiani ebbero tutto in comune, eccettuate le donne, le quali però furonlo, come si disse, rispetto all’ossequio.

Amm. Io appena conosco queste cose, ma posso assicurarti avere veduto nella città del Sole comuni le donne rispetto all’ossequio ed al letto, ma non sempre ed a guisa delle fiere accoppiantisi a qualunque incontro di femmina, ma solo, come si disse, per ragione e per ordine di generazione. Nulla ostante credo che possono ingannarsi in questo. Ma essi fansi scudo del giudizio di Socrate, di Catone, di Platone, di S. Clemente, ma come tu osservasti mal inteso. Dicono che S. Agostino approva ogni comunità, ma non quella delle donne pel letto, che è l'eresia dei Nicolaiti, e che la