Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/176

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152 questioni.

3.° Questa repubblica vien immaginata ottima e che duri, per sempre; ella prima non potrà durare per sempre perchè necessariamente essa dovrà corrompersi alla fine, o essere invasa dalla peste pel lungo domicilio non essendo purificata dal vento, dalla guerra, dalla fame, dalle bestie feroci, se mai potrà sfuggire alla tirannia interna, o infine dal troppo numero dei cittadini, come diceva Platone della sua repubblica. Secondo, non potrà essere ottima poichè necessariamente vi saranno dei delitti come dice l’apostolo: si discessimus quia peccatum non habemus, ipsi nos seducimus, e parimenti Aristotile prova che la comunanza dei beni utili e delle mogli fa viziosa una repubblica contro Platone, e quando ci sembra aver sfuggito un male ne incontriamo una moltitudine.

4.° Quel modo di vivere è più secondo natura che è provato dall’uso di tutte le nazioni: ma il nostro è rigettato da tutte, dunque inutilmente e leggermente ne abbiam tenuto discorso.

5.° Nessuno vorrebbe vivere sotto leggi ed osservanze così severe e sotto tutela dei pedagoghi e questa repubblica sarebbe rovesciata dagli stessi cittadini, come addivenne a molti ordini religiosi viventi in comunità.

6.° È naturale agli uomini lo studiare le opere di Dio, il viaggiare pel mondo, cercare dovunque le scienze, far esperienza di tutto; ma gli abitanti di una tal repubblica sarebbero come i monaci che non studiano che sui libri, e quando intendono qualche cosa che in essi non si trova si scandalizzano e si conturbano; come ora appena credono alle osservazioni di Galileo, e anteriormente che Colombo avesse trovato un nuovo emisfero, perchè S. Agostino lo nega.

Ma, rispondendo prima in generale, in nostro favore sta l’esempio di Tommaso Moro, martire recente, che scrisse la sua republica Utopia imaginaria, sul cui esempio noi abbiamo trovate le istituzioni della nostra; e Platone parimente presento un’idea della repubblica, che sebbene, come dicono i teologi, nella natura corrotta