Pagina:L'acqvedotto pvgliese le frane ed i terremoti.djvu/6

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le fondamenta delle fondamenta delle murature, specie nei terreni poco coerenti, quali sono appunto quelli che prevalgono, si può dire, nei nove decimi dell’accennato tratto del progettato acquedotto.

I terremoti esagerano il pericolo delle frane oltre ad essere di per se stessi pericolosi: specie quando l’epicentro viene a cadere in prossimità di una parte della conduttura, come appare assai probabile ponendo mente agli studi di statistica e di cartografia sismica italiana pubblicati dal Mercalli, dal Montessus de Ballore e dagli scriventi: e vedremo più avanti come nella vasta letteratura sismologica non manchino esempi di acquedotti stati rovinati da violenti commozioni telluriche.

Siccome noi non abbiamo perfetta conoscenza della intera regione del tracciato così ci riferiamo a quanto espose quello stesso geologo, l’ingegnere Baldacci, stato interpellato dall’Ufficio speciale per l’acquedotto pugliese: del quale geologo aggiungiamo non fu valutata abbastanza quella trepidazione, che pur traspare dal complesso delle sue asserzioni.

Quanto alle fonti di Caposele, concordiamo col signor Baldacci nel riconoscere in esse un caso di sorgente di falda, o di tracimazione, secondo una distinzione introdotta dall’ing. Cortese e che corrisponde poi ad una delle condizioni che assai prima uno di noi ha distinto nelle fonti uscenti al contatto di due terreni, uno permeabile e l’altro che funge da otturatore, qualunque sia la posizione stratigrafica dei terreni stessi. I rapporti stratigrafici del calcare cogli argilloscisti eocenici non furono dal sig. Baldacci bene chiariti e la tavola di spaccati che accompagna la Relazione, indica evidentemente che tale calcare è attraversato da piani di frattura numerosi; formando degli sproni uscenti dalla massa di detriti, dalla quale sgorgano le fonti. Ora, pure ammesso come dimostrato che questi sproni sostengano del tutto la massa detritica, così da mantenere una relativa stabilità alle numerose sorgenti; se poniamo mente al fatto che tutte le sorgenti in suolo calcare, coll’andare degli anni, si abbassano, anche quando escono dalla roccia in posto; se rammentiamo che la località è esposta a terremoti disastrosi, che più volte hanno rovinato Caposele ed i paesi finitimi; se portiamo seria attenzione alla mancanza di ricerche, che pure era doveroso compiere, per indagare la storia geologica di quelle fonti in rapporto sia alla stratigrafia che è male studiata, sia collo scolpimento della valle che non fu punto considerato; se pensiamo ancora che non è per nulla assodato il fatto che negli ultimi secoli non siasi cambiata la posizione di quelle ottanta e più fonti; se ricordiamo le modificazioni che avvennero in epoca storica a quelle del Clitunno, del Timavo, dell’Oliero, della Livenza, di Valchiusa e di tante altre uscenti da rocce calcari; noi non