Pagina:L'asino d'oro.djvu/160

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144 dell'asino d'oro

nelle mani d’Amore. La quale, posciachè egli fu venuto il tempo del partorire, fece quella piacevol figliuola, che noi altri chiamiamo la Voluttà.

finisce la favola d'amore e psiche


Queste cose raccontava quella sciocca vecchia e mezza cotta alla prigioniera fanciulla. E trovandomi io per avventura assai lor vicino, mi doleva a cielo di non avere i fogli e la penna, che io potessi notar così bella novella. In questo mezzo i ladroni, avendo fatto non so che grande espugnazione, carichi di roba a casa se ne vennero: e disiderando di ritornar prestamente per certe altre cose che, secondo che egli dicevano, avean lasciate nascoste in non so che spilonche, trangugiatosi il disinare, lasciando imperciò alcuni di loro i più valenti, che erano feriti, in casa, acciò si potessero curare, tratto fuori me e ’l mio cavallo, si rimisero in via; e per erte e chine e balze e sassi straccatoci e


rovinatoci, sul far della sera ne condussero alla disiata spilonca: dove caricatoci senza discrezione, e’ te ne