Pagina:L'astronomo Giuseppe Piazzi.djvu/129

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
120 CONVEGNI PRESSO

di elegantissimo stile, ma di fredda immaginazione, insigne versificatore ed oratore, particolarmente nella parte descrittiva.1

Altrettanto alieno dalle lodi proprie quanto inclinevole a rilevare le altrui e compiacente a udirne gli elogî. Un giorno, che gli veniva notato questo suo interessarsi per i men degni, «Gli ottimi, rispondeva, non hanno bisogno di me.» E a un altro, che lo aveva rimproverato di soverchia caldezza per gli amici, «Che volete, soggiungeva scherzoso, un freddo amico val tanto quanto un freddo nemico; e se l’uno per negligenza non ti fa il bene, l’altro non ti fa il male; onde amato e odiato rimangon sempre gli stessi.» Nodriva invero animo caldo, ma nella amicizia usava savia cautela, geloso di affetti preziosi, nell’esperienza maestro: sapeva ben mantenersi in quel fare che, improntato di grande discretezza, lealtà e merito, ordinariamente si conforma e risponde all’indole dei più. I suoi cari ed intimi, degni di lui; e il seppero i ragguardevolissimi Palermitani di quell’epoca, tra cui a rammentarsi il siculo Anacreonte, Giovanni Meli, e quel nobilissimo uomo che fu il principe di Belmonte. Questo degno patrizio invitava spesso il Piazzi nella sua casina al-

  1. Michel Angelo Monti, genovese, professore di eloquenza e poetica, e Cancelliere nell’Università di Palermo, poeta ed oratore latino ed italiano, a cui i buoni studi dell’amena letteratura in Sicilia debbono gran parte dell’incremento.
    Morì il 13 febbraio 1822, in età di 71 anni.