Pagina:L'astronomo Giuseppe Piazzi.djvu/77

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68 PIAZZI IN VALTELLINA.

importantissimo, per la morte poco dopo avvenuta dell’artista, unico in Europa, fu mandato a Palermo.

Era tempo di lasciar l’Inghilterra, e, ritornando in Sicilia, dar mano all’edifizio degli studi suoi: intanto nella prossima Francia cominciavano a rimescolarsi acerbamente le cose.... Di passaggio a Parigi stringe la mano al Lalande e a’ vecchi amici, tra cui a Bailly, famoso presidente dell’assemblea della Pallacorda, iniziatrice della grande rivoluzione, da poi sindaco di Parigi, il quale, com’è noto, allora che imperversò la bufera del Terrore, dovette infelicemente lasciare il capo sul palco ferale.

Toccata l’Italia, ripensò con affetto alla sua Valtellina, e, disioso di riabbracciare congiunti e amici, si recava al nativo Ponte, al quale non molto dopo diè lo addio per restituirsi in Palermo, da questo momento, in ispecie, vera sua patria adottiva e teatro di sue scientifiche gesta. In Milano aveva abbracciato Barnaba Oriani, degno emulo suo1; il Cagnoli a Verona: il Toaldo in Padova; a Pisa il Niccolai: dovunque, attestazioni di stima e di simpatia, auguri e felicitazioni pe’ suoi generosi disegni.

  1. La corrispondenza epistolare, tra il Piazzi e l'Oriani, sarà pubblicata l'anno 1874 dai sigg. proff. Luigi Schiapparelli e Gaetano Cacciatore. Essa conterrà lettere di alta importanza scientifica.