Pagina:L'economia politica.djvu/5

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

– 7 –

E senza entrare da parte mia, di proposito, nel merito di questo nuovo indirizzo, e colle avvertenze, le riserve e i complementi che avrò più oltre a proporre, io reputo tuttavia che se vi è scienza che possa per suo proprio genio accomodarvisi e farne suo pro, quest’è l’Economia politica - una scienza d’altronde, che intesa in tutta la sua estensione, e per l’indole del suo oggetto e le sue naturali attinenze, mostra in certa guisa tenere il mezzo tra le fisiche e le morali.

E ciò per la ragione anzitutto, che è dessa in certa misura l’Economia che ha primamente suggerito ad altri qualcuno di que’ principj, o che potrebbe comunque fornirne nel proprio suo campo, e giusta l’ordine de’ suoi abituali concetti, un più compiuto esemplare.

Di già era stato avvertito (e da me pure in altre occasioni) come quella divisione del lavoro biologico, che tanto conta nell’odierna dottrina, la specificazione degli organi e delle funzioni nel regno degli esseri viventi, altro in sostanza non fosse, concetto e nome, se non la divisione del lavoro sociale per gli economisti, e come da loro la derivasse fino dal 1826 il Milne Edwards, e poi largamente se ne avvantaggiasse nella sua Introduzione alla Zoologia generale (1853), ravvisandovi, giusta il suo modo di concepire e significare la cosa, una delle tendenze generali della natura nella costituzione del regno organico.

È noto parimenti come il Darwin, a sua confessione, fosse indotto all’idea di quella sua lotta per l’esistenza (struggle for life) dalla lettura del libro del Malthus sul Principio della popolazione, cadutogli accidentalmente fra mani; e se egli fosse stato più dimestico degli studj nostri, avrebbe potuto scoprire un riscontro anche più intimo, e consentaneo d’altronde alle sue ultime conclusioni, cosi disformi invece dalle desolanti conclusioni del Malthus, fra quella che pur direbbesi la concorrenza vitale e la concorrenza economica, insieme a quella cèrnita elettiva (selection), dei migliori o meglio agguerriti, che si riguarda quale condizione ed impulso, in ambo i campi, d’indefinito progresso: – il punto centrico fondamentale, e il principal cardine operante nel sistema del grande naturalista.

E cosi parimenti per quanto concerne l’evoluzione, intesa quale un’esplicazione naturale, un movimento spontaneo, per energia propria: – concetto antico del resto (a parte il neologismo del vocabolo), e già più o meno famigliare, o non del tutto estraneo, alle discipline storiche e filosofiche, e in particolare, nel secol nostro, alle due scuole storiche del Diritto e dell’Economia, ancor prima che potesse esser parola di Darwinismo; ma che però,