Pagina:L'elemento germanico nella lingua italiana.djvu/211

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gecchire. 183


vorrebbero trarre il vb. agazzare (ant.) = eccitare, come da afr. agace il fr. agacier d’ug. sig.; e ciò passando a traverso il signif. di “gridar come una gazza”. Ma non so vedere come “il gridar della gazza” possa fornire di transizione al senso di “eccitare, stimolare”; e quindi reputo assai più probabile che sia provenuto dal vb. hazian, proposto già dal Diez. Ma anche senza di questo i derivati ital. sono numerosi: gazzarra, gazzurro; ingazzurrire, ingazzullire, ingarzullire.1 Anche Gazzetta, verosimilmente è venuto da gazza, di cui sarebbe un diminutivo; e sarebbe stata denominazione popolare che avrebbe sin dal nascere bollati a questo modo i giornali, rassomigliandoli a tante gazze per la loro loquacità. Altri però credono che le gazzette abbian tratto il nome da una piccola moneta veneta detta “gazzeta”; ed altri assegnano altre etimologie. Deriv.: gazze-rare-rino, gazzuolo.

Gecchire, (ant.), umiliar[si], avvilir[si] (Dante da Majano; Brunetto, Tesor., 12, 98, 16, 134; Cavalca). È un vb. che non s’incontra in it. proprio in questa forma, ma è presupposto dai suoi derivati e composti. Col prov. gequir, afr. gehir, jehir, a. sp. jaquir, viene dal Diez e dal Mackel tratto dal ger. jëhan, cedere, condiscendere. A me più che una deriv. diretta dell’it. dal ger., pare verosimile la deriv. dal prov. e afr., non già per l’indurimento dell’h aspirata in gutturale, poichè questo caso è normale nelle parole it. d’orig. ger. (p. es., taccagno, taccola da ger. tâha, tecchire da theîhan, smacco da aat. smâhî ecc.), ma piuttosto per l’analogia di non pochi altri vb. che nel ger. terminando in jan, nell’afr. e prov. presero la desinenza in ir e di là entrarono nell’it. (per es. ciausire, onire ecc.); molto più che anche qui si verifica il fenomeno che questi vb. pro-



  1. Però almeno alcuni di quosti derivati non sono sicuri. Così a gazzarra si assegna con molta verisimiglianza per etim. una parola arabo-spagnuola. V. Villani G. 251.