Pagina:L'imperatore Diocleziano e la legge economica del mercato.djvu/12

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si alcun poco nell’assegnare la vera significazione delle pesche duracine, e udire il Mommsen, il quale ha pur dimorato alquanto in Italia, decidere addirittura che tra noi si chiamino in generale duracine le frutte invernali.

Segue il capo delle mercedi degli operaj; ed anche in ciò la logica è per Diocleziano.

Se si tassano tutti gli oggetti di produzione e consumo, va da sè che si abbiano a tassare anche i lavori. — Un socialista moderno non assentirebbe d’essere da meno; ma però con questo divario, che l’uno, il socialista, vorrebbe tassato il limite minimo, mentre l’altro ha stimato bene di segnare il massimo, così pei lavori, come per tutte l’altre cose. — La coerenza è ancora dalla parte di Diocleziano.

Il quadro poi è in singolar modo interessante, perchè se ne deriva il pregio relativo delle varie opere. E vi è pure una circostanza notevole per le pratiche del tempo: cioè che l’operajo a giornata era sempre nutrito, ossia condotto colle spese; a differenza di quello a còttimo.

Adunque, all’operajo di campagna, col pasto giornaliero (operario rustico, pasto diurni), denari 25; al tagliapietre muratore (lapidario structore), il doppio, 50; altrettanto al legnajuolo di edificj (fabro intestinario); all’operajo in mosaico (musaeario), 60; al pittore da pareti (pictori parietario), 70; al decoratore (pictori imaginario) 150; sempre col pasto.

Un pistore riceveva anch’esso; col pasto, 50 denari; un camelario, un asinario, un burdonario, 20. — Per un salasso (depletum) la meta era di 20 denari. — I salarj del barbiere e quelli del tonsore di pecore sono fissati nella stessa misura, 2 denari per capo, uomo o pecora.

Al sarto per la fattura di un pajo di brache (brachario pro brachibus), 20 denari; per quella di una camicia da uomo nuova di tela (in strictoria virili de tela, e dicesi pure camisia), quale usciva dal telajo, 10; e così via.

Un tabellione avea da riceverne non più di 25 per ogni 100 righe della scrittura di un atto.

Scendendo poi a fissare i salarj dei maestri che tenevano scuole pubbliche nelle principali citta e borghi, la tariffa serve a darci un’idea di ciò che era l’istruzione nelle scuole d’allora. Vi si vede che i varj rami dell’educazione scolastica erano la ginnastica, la lettura, il calcolo elementare, la scrittura ordinaria e la tachigra-