Pagina:La Cicceide legittima.djvu/105

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Al Sole.

cxciii.

FEbo, tu, ch’or da presso, ed or discosto,
     Ma però sempre regolato, e giusto,
     Porti, sia di Decembre, o sia d’Agosto,
     4Alimento vital ad ogni arbusto.
Tu che Cuoco adattato ad ogni gusto,
     Compartendo il calor da vario posto
     Al freddo Scita ed all’Etiopo adusto,
     8Fai l’uno in gelatina, e l’altro arrosto.
Tu, che sai far del pari, e bene, e presto
     Col raggio tuo d’alta virtù provvisto
     11Nascer il fungo, e maturar l’agresto.
Volgi l’occhio a D. Ciccio, e mi protesto,
     Che giurerai di non aver mai visto
     14Del quarto Ciel maggior C... di questo.


A D. Ciccio, che facea pratica per andar Uditore del Presidente di Norcia.

cxciv.

IO mi stupisco in verità non poco
     Nel sentir che vi sia venuto umore
     D’andar a Norcia per Auditore
     4Del nuovo Presidente di quel loco:
E vi confesso, ch’io mi presi a gioco
     L’avviso, che l’altrier ne venne fuore,
     Perchè non mai, da vostro Servitore,
     8V’ho stimato per uom così da poco.
Ora per evitar qualche scompiglio,
     Che ne potria venir, deh s’abbandoni
     11Un così strano improvido consiglio.
E portate ancor voi le riflessioni
     Sul quanto mal sicuri, e in qual periglio
     14Fra le man del Norcin siano i C....