Pagina:La Cicceide legittima.djvu/173

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Alli PP.G.... per non voler’ammettere D. Ciccio nella loro Compagnia.

cccxxviii.

QUel non ricever nella Compagnia
     D. Ciccio, in cui son qualità sì rare,
     Ch’opra non sia lodevole, nè pia,
     4A dir la verità, Padri, mi pare.
Poichè siccome in vita egli saria
     Di perfette virtù degno esemplare,
     Così dopo la morte esser potria
     8Di grande ornato a qualche vostro altare.
Mentre se mai quel corpo benedetto
     Fosse, dopo pagato il mortal dazio
     11In un reliquiario al fin ristretto,
Scriver vi si potria dentro lo spazio:
     In questo picciol Tabernacoletto
     14Si conserva un C.... di S. I.....


L’Autore protesta le sue obbligazioni a D. Ciccio.

cccxxix.

DE’ favor, che m’hai fatti, e che mi fai,
     D. Ciccio, ogni dì più con gli argomenti;
     Che somministri a’ miei componimenti,
     4Non ti potrò ricompensar giammai.
Perchè qualor di te scrissi, o cantai,
     Co’ miei per altro deboli talenti,
     Tanto, sol tua mercè, piacqui a le genti,
     8Che (se il dirlo convien) m’immortalai.
Ma benchè centomila obbligazioni,
     D. Ciccio, io te ne debba, e che tu meco
     11Abbi altrettanti crediti, e ragioni,
Pur men dovresti far l’assoluzioni,
     Mentre a pagare i debiti, c’ho teco,
     14Tutte votai le borse de’ C ....



L'Au-