Pagina:La Cicceide legittima.djvu/172

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

165


L'Autore trasmette la sua Cicceide al Francesco Redi Medico di Firenze.

cccxxvi.

REdi, per il Procaccio io ti trasmetto
     Franca di porto la Cicceide mia,
     Mosso da un certo stimol d’albagia,
     4Che da gran tempo in quà mi cova in petto.
Ed è perche dal tuo cortese affetto
     Le si faccia aver luogo in Fonderia,
     Ov'egli è certo, che si darà via
     8Per un alessifarmaco perfetto.
Giova la virtù sua mirabilmente
     A sanar l’ippocondriche passioni,
     11E a rallegrar li spiriti a la gente.
Deh tu per Dio fra quei rimedi esponi
     Ancor questo in un Vaso, e brevemente
     14Scrivici sopra: Estratto di C ....


L'Autore terminato il Poema della Cicceide si licenzia dalla materia, e da' Lettori.

cccxxvii.

O Sempre per me pure in questa parte
     Fecondi, e fertilissimi C ....
     Ond’avvien, che’l mio stil benché senz’arte,
     4Chiaro da Battro a Tile omai risuoni.
Lettori, e voi, che tutte a parte a parte,
     Scorrendo queste mie composizioni
     Feste applauso cortese a le mie carte
     8A stimol di benigne inclinazioni,
Tempo è già di far punto. I Prati omai
     Han bevuto a bastanza, e ben vegg’io
     11Che su questa materia ho detto assai.
Ecco dunque vi lascio, e chiudo il rio
     Bramoso di perdon, se vi stancai,
     14O miei Lettori, o miei C .... addio.



H Alli