Pagina:La Cicceide legittima.djvu/84

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Il Testamento dell’Autore.

cli.

AMici, oimè son morto! Il fato rio
     Già m’astringe a spirar l’ultimo fiato;
     Per non morir frattanto ab intestato,
     4Udite in brevi note il voler mio.
Io lascio il corpo al suol, lo spirto a Dio,
     Per renderlo a colui, che l’ha creato,
     E l’unico Figliuol, che m’è restato,
     8Erede il fo di tutto quanto il mio.
Item le care mie C.... nature
     Lascio all’Eternità; perchè non mai
     11Spengano il nome lor letee congiure:
Al fin mi volgo a te, cui sempre amai,
     Venerabil D. Ciccio, e pleno jure
     14Ti lascio quei C.... che ti trovai.


La presunzion di D. Ciccio.

clii.

DIsse un giorno D. Ciccio (ed io, che fui
     Presente a ciò, n’ho special memoria)
     Ch’ei sol gira la Rota, che tra i suoi
     4Colleghi egli ha’l primato, egli la gloria.
Anzi oggi ancor pien d’albagia si gloria
     Di regolar così gl’arbitrj altrui,
     Che chi nel litigar vuol la vittoria
     8Debba sol procurar di prender lui.
E forti, a dirne il ver, son le ragioni,
     Da cui vien posta in chiaro, e s’assicura
     11La verità di simili asserzioni;
Poiché gli esperti in gener di cattura
     Dicono, che la presa de’ C ....
     14E’sempre la più franca, e più sicura.