Pagina:La Divina Commedia Napoletano Domenico Jaccarino-Nfierno.djvu/167

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N.° 17.


Il Pungolo di Napoli nel suo n. 223 del dì 14 agosto 1867, pubblicò nella sua Cronaca Interna ciò che siegue sul conto del Jaccarino:

«Facciamo plauso al pensiero del sig. Jaccarino di tradurre la Divina Commedia dell’Alighieri nel dialetto napolitano, traduzione che si pubblica nel giornale la Partenope.

È un lavoro lungo e difficile, eppure eseguito con una disinvoltura di stile, e una fedeltà non comuni, che mira ad un fine utilissimo, qual’è quello di rivelare al nostro popolo i tesori infiniti che racchiude il Divino Poema.

N.° 18.

Una stretta di mano all’Appendicista del Giornale

il PAZZO N. 6.

Ecco in che modo rispondeva frattanto il giornale La Staffetta alla polemica del suo confratello Il Pazzo, e ciò in data del dì 11 agosto 1867, nel suo n. 15 anno I.°

Evviva caro fratello!! Tu non sei mica pazzo come ti spacci — hai molto sale in zucca— Sei Smorfia perchè sai che 14 è assegnato all'ubbriaco. Perchè non fai un giornale cabalistico, che vivrebbe un mese o poco più come tutte le altre pubblicazioni del BRAVO POETA? — vi è da far danaro — a Napoli il gioco del lotto è un fanatismo; ma tu non hai d’uopo di consigli; te lo ripeto, non sei mica pazzo; hai rimarcato un ave Rabe invece di ave Rubi; oh che talento!!!

Chi sia più meno pulcinellesco, più o meno sciocco, lo giudicherà il paziente pubblico, che legge le nostre pulcinellate (e ci paga).

Caro Appendicista, credo che nessuno sia obbligato di leggere tutti i giornali, accreditati o no, per dare un giudizio, o vero o falso, su ciò che gli piace. Quando si espongono verità evidenti, non è necessario che si stia su la assertiva de’ giornali che tu citi, tutto hanno letto, fuorchè la traduzione del Dante. IL BRAVO POETA si è por-